Il Tirreno

Versilia

La gioia della Cervia per il trionfo al Miccio Canterino atteso da otto anni

Gabriele Buffoni
La gioia della Cervia per il trionfo al Miccio Canterino atteso da otto anni

I biancoazzurri conquistano la Lira d’oro grazie ad Amara Cristicchi si complimenta: non ha il successo che si merita

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È esploso nella notte di sabato, prima al palasport di Vittoria Apuana, poi nella sede lungo la via Aurelia a Querceta, l’urlo di gioia della Cervia per la vittoria nella sessantaduesima edizione del Miccio Canterino. Quasi un grido liberatorio, dopo otto anni. Tanti ne sono passati da quella sera del 2011 quando, ad alzare la Lira d’oro, fu Dolcenera: da allora per la contrada biancazzurra il festival canoro del Palio ha riservato solo gioie effimere, piazzamenti anche importanti ma mai quel posto d’onore, davanti a tutte le altre.

Poi nell’edizione 2018 il primo contatto con Erika Mineo, in arte Amara. L’artista pratese – autrice del brano “Che sia benedetta” con cui Fiorella Mannoia ottenne il secondo piazzamento a Sanremo 2017 – si classificò al terzo posto ma con il mondo del Palio e i colori della Cervia fu amore a prima vista. «Feci a tutti la promessa – racconta Amara – che insieme avremmo ancora provato a vincere questo festival. Ho riversato in questa canzone tutto l’amore che mi hanno dato i contradaioli e quando si crea qualcosa con amore, ne ho avuto la riconferma anche questa volta, i risultati arrivano».

Attorniata dai contradaioli in festa, Amara non si sottrae agli abbracci, ai baci e alle lacrime commosse di chi a questa vittoria ci sperava ma, visti anche gli altri grandi nomi che quest’anno componevano il cast artistico dell’evento, non osava crederci fino in fondo. «Ormai sono una cerbiatta a tutti gli effetti – dichiara la Mineo – e pensare che il Palio fino all’anno scorso mi era completamente sconosciuto: questa è una manifestazione che, quando la incontri per la prima volta, incuriosisce e affascina ma è solo vivendola che si capisce davvero il senso profondo di appartenenza, il legame più umano. È questo che ho voluto esprimere nel brano: l’amore, il rispetto, la verità della gente del Palio. E per riuscirci l’ho vissuto: in questi dodici mesi – rivela – non mi sono mai staccata dalla vita di contrada, ho vissuto il giorno del Palio lo scorso maggio fin dalla veglia della notte prima, dalle giornate di preparazione e di lavoro che lo anticipano. Per questo, più che per il punteggio, sono veramente felice di aver loro regalato una gioia simile come la vittoria al festival. Il prossimo anno? Purtroppo non potrò partecipare, il regolamento lo impedisce – risponde – ma sicuramente sarò con i miei contradaioli a fare il tifo. E spero – conclude – che mi invitino ad indossare uno dei loro abiti il giorno del Palio: mi piacerebbe davvero tanto».

Per lei e la Cervia quello di quest’anno è stato un successo su tutta la linea che, in un gesto di puro fair-play artistico, le ha assicurato anche i complimenti del secondo classificato Simone Cristicchi che ha dichiarato che «a livello nazionale non ha il successo che merita». «Io credo nella costruzione, mattone dopo mattone, come per fare una casa – commenta Amara – nella mia piccola strada sto camminando sicura, a piccoli passi. Sto lavorando al mio nuovo disco, intanto mi godo insieme alla contrada la vittoria: per me è stato veramente un grande onore prendere parte a questo Festival con tanti grandi nomi della musica italiana. Mi sono sentita un po’come una mollica di pane in un pollaio e questo risultato, per quanto sperato, è certamente una gioia speciale». Rimasto in disparte, gli occhi lucidi, il presidente della Cervia Fabrizio Tommasi sembra ancora non crederci. «Ci credevo, ma non osavo dirlo – ammette –; non mi aspettavo certo così tanto divario su Cristicchi. Pensavo fosse più combattuta. Dedico questa vittoria a tutti i miei contradaioli e spero che ci aiuti a far riavvicinare sempre più gente ai nostri colori». —

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di Redazione web