Sicurezza
Il punteggio nel mirino della contrada rossoblù
Il presidente del Ponte: «Non mi aspettavo nove punti di distacco dai primi» Delusione nel Leon d’oro (arrivato ultimo) che si trincera dietro un no comment
querceta. «È un gioco, nessuna amarezza. Mi dispiace solo per qualche lacrima che ho visto, regalare ai miei contradaioli una vittoria sarebbe stata la ciliegina sulla torta». Scende sorridente dal palco Simone Cristicchi, il foulard rossoblù del Ponte stretto al braccio ma il sorriso di chi ha accettato il secondo posto nonostante i 9 punti di divario da Amara, vincitrice con i colori della Cervia. «Immaginavo di stare in alto, mi ero accorto che il pezzo era piaciuto e speravo di riuscire quest’anno a ripagare la contrada dell’affetto che mi ha mostrato dopo il terzo posto di due anni fa. La voglia di tornare qui a rivivere quest’esperienza era tanta – ammette il cantautore romano – anche per riscattare proprio quella vittoria mancata. Ho detto di sì prima al Ponte che a Baglioni per Sanremo – rivela Cristicchi – questione di tempistiche: alla chiamata del presidente Sarti ho subito risposto positivamente prima di essere sicuro di partecipare sul palco dell’Ariston. Lo dovevo alla gente di Vaiana che in questi due anni mi si è affezionata tanto quanto io mi sono affezionato a loro, si è creato un rapporto umano importante cui tengo molto».
Nelle prime due serate del Festival le due diverse giurie (ciascuna di 8 membri: 2 tecnici e 6 popolari) hanno espresso i propri voti, che andavano da zero a dieci. Sia la giuria popolare sia quella tecnica hanno preferito la canzone della Cervia.
Più amare le parole del presidente rossoblù Francesco Sarti. «Nove punti di distacco non me li aspettavo – ammette – immaginavo che la sfida fosse con la Cervia e con Amara cui vanno i miei complimenti, ma sia per Simone che per la canzone non mi aspettavo questo punteggio. Però nessuna recriminazione: vorrà dire che dopo un terzo e un secondo posto, bisognerà portarlo sul nostro palco una terza volta per arrivare a vincere».
Se Amara e Cristicchi facevano presagire una sfida a due, la grande sorpresa è stata Giulio Wilson che ha trascinato la Madonnina ad un inaspettato terzo posto. «Considerato il cast artistico di quest’anno era dura sperare in un piazzamento di rilievo – dice il presidente Giampiero Boccelli – ma già dopo le prove generali di mercoledì iniziavo a nutrire un po’di fiducia. La nostra è stata forse la canzone fuori dal coro, più popolare: per noi questo terzo posto è un risultato eccezionale».
Mastica inevitabilmente amaro invece la Quercia: il veterano Giò di Tonno, tra i papabili per la vittoria alla vigilia, si è dovuto accontentare di un quarto posto che, se da un lato viene accolto con sportività dal presidente Luca Carducci, dall’altra fa storcere un po’ il naso allo stesso cantante. «Sarei ipocrita a dire di non essere un po’deluso e arrabbiato. Domani passerà, però il dispiacere nei confronti della contrada è molto: ormai sono un po’ la mia seconda famiglia, questa è la quinta partecipazione con questi colori e forse proprio per questo mio calarmi a fondo nel mondo di contrada l’amarezza è anche più forte». La delusione maggiore si respira però in casa del Leon d’oro: l’ottavo posto cui sono stati relegati dalla giuria Renzo Rubino e Chiara Galiazzo ha infatti generato profonda amarezza tra i contradaioli giallorossi, tanto che lo stesso presidente Giuseppe Menchini ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione dopo la lettura del verdetto. — G.B.
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