Italia
Servono 18 milioni per ricostruire lo stadio L’architetto della Juve: è la cosa più logica
Zavanella, papà dell’impianto di Torino, abita vicino al “Bresciani”: «Ristrutturarlo costa meno, ma non è lungimirante»
VIAREGGIO. Costa dai 15 ai 18 milioni di euro ricostruire da zero lo stadio dei Pini. Una cifra che si basa su una capienza di 10.000 spettatori e che è frutto della stima di uno che di stadi se ne intende: l’architetto Gino Zavanella, papà della casa della Juventus oltre che del futuro Dall’Ara di Bologna. Un professionista che conosce benissimo la situazione dello stadio oggi chiuso per problemi di agibilità: non solo ha deciso di venire a vivere in Darsena, a pochi metri di distanza, ma ha anche firmato un progetto all’epoca della presidenza bianconera di Stefano Dinelli. Era il 2008 e quel disegno fu affossato dalle polemiche e dai No. A undici anni di distanza Viareggio si ritrova senza uno stadio di calcio, con la prospettiva di doverlo comunque ristrutturare fortemente. Oppure ricostruire.
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«È quest’ultima la scelta più logica, anche se la più costosa – afferma Zavanella – Mi rendo conto che si tratta di un investimento enorme. Ma l’alternativa è ristrutturare un impianto vecchio, che già ai tempi del nostro progetto con Dinelli aveva bisogno di interventi forti. Il rischio è che si risparmi all’inizio, con lavori per un milione o un milione e mezzo di euro. Ma poi ci si ritrovi con gli stessi problemi. La ristrutturazione, inoltre, sarebbe a carico dell’amministrazione pubblica». Cioè della città. Un bel dilemma per il sindaco Giorgio Del Ghingaro, che darà mandato a un professionista per valutare il da farsi.
Venerdì scorso lo stesso Del Ghingaro, ricostruendo la vicenda e parlando dei soldi già stanziati per i primi lavori – circa 700.000 euro – ha detto: «Se ci vorrà un milione, o un milione e mezzo, vorrà dire che spenderemo quella cifra».
«In effetti – prosegue Zavanella – un importo del genere potrebbe essere necessario. Ed è del tutto legittimo che si scelga di fare un restyling importante a carico delle casse comunali. Ma mi domando: è la soluzione giusta? Quello che posso dire è che in situazioni come queste le scelte fatte in tutta Italia vanno verso una ricostruzione totale o parziale dell’impianto, con il supporto decisivo dei privati». Cioè le società sportive e gli imprenditori che vedono nel progetto nuovo stadio un business al di là della singola partita di calcio o manifestazione.
«A quel punto – dice il professionista – il costo dell’intervento, che va dai 1.500 ai 1.800 euro a spettatore, viene sostenuto in gran parte o quasi dal privato. Ovvio che bisogna modificare la struttura sulla base di quello che si vuole realizzare. Per quanto riguarda lo stadio dei Pini, si dovrebbe decidere se lasciare o meno la pista d’atletica. Perché toglierla potrebbe consentire di acquistare nuovi spazi da destinare ad attività commerciali». L’ipotesi già nel 2008 causò molto critiche, perché si temevano colate di cemento in mezzo alla pineta di Levante. Per quello si ipotizzò una nuova collocazione in zona Bicchio. Ma oggi non esiste una previsione urbanistica del genere: in parole povere, il nuovo “Torquato Bresciani” potrà sorgere solo in Darsena.
Un’ultima considerazione riguarda le recenti normative anti-sismiche, che stanno mettendo in difficoltà un po’ tutte le amministrazioni pubbliche costrette a chiudere scuole e stadi. Il campo dei Pini è l’unico in Italia a non essere in regola con le nuove norme? No, risponde Zavanella. «Solo gli impianti recenti, come Torino e Udine, lo sono – ammette – Neppure San Siro lo è. Difatti vogliono ricostruirlo». Lì, però, di milioni ne servono molti di più.
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