Il Tirreno

Versilia

Non solo cocktail così il Cobra ha cambiato pelle

Irene Arquint

Dall’aperitivo alle serate di burlesque: il locale di Michele Bartoli apre alla cucina 

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LA NOVITà

Cambio di pelle per il Cobra che raddoppia e al cocktail bar aggiunge la cucina. Con il nuovo anno il locale di Michele Bartoli si è fatto metropolitano e apre il suo portone dall’aperitivo alle serate di burlesque e di piccoli concerti dal vivo, inserendo nell’offerta una cucina moderna ma dai piatti ispirati ai grandi classici con prezzi che vanno dai 5 euro dei finger food ai 40 del menù degustazione di pesce.

«Ho immaginato quest’ultima veste viaggiando e guardandomi attorno. All’estero ormai la proposta è polifunzionale – spiega Bartoli – per un pubblico un po’ più adulto che cerca qualità nello svago». Ecco perché, almeno fino all’estate quando i giorni di apertura cresceranno, l’insegna di piazza Matteotti (alle spalle del Guerriero di Botero) si fa operativa dal mercoledì alla domenica dalle 19 alle 2.

Ad accogliere i clienti: Edoardo Felsini allo shaker coadiuvato da Valentina Bertoni, mentre i fuochi sono in mano a Riccardo Giannecchini, cuoco di lunga data per Bartoli con cui già collaborava dai tempi del Vignaccio di Santa Lucia. «Sarà una cucina appetitosa, dai sapori puliti e riconoscibili – prosegue il titolare – scelti fra ricette di tradizione con un occhio all’internazionalità». Qualche esempio? Il pesce nero di fondale caramellato al ginger, il controfiletto ai fiocchi di sale e chips al Worchester, lo sfizioso Croque Madame dalla ricetta parigina di inizio secolo scorso abbinato alla versione maschile del Croque Monsieur. E poi risotti a non finire: ai fegatini, allo champagne, allo zafferano, al curry con scampi e fiori di rosmarino, in un menù di poche proposte (massimo quattro per tipologia) ma studiate con passione, che cambiano ogni settimana. Tutti i piatti possono essere accompagnati a cocktail ideati appositamente da Edoardo Felsini, su basi esclusive da lui stesso create: dai succhi agli estratti, dalle spume, alle creme che fanno il paio con liquori convenzionali oppure artigianali distillati in piccole quantità da professionisti più o meno conosciuti. Penso all’ottimo Lady Citrus con Essentiae all’arancia di Bosoni, vodka e spuma di agrumi abbinato alla deliziosa Bouillabaisse di Giannecchini. Dopodiché si balla oppure si resta seduti ascoltando musica jazz, guardando uno spettacolo di giocolieri e clown, avvolti in quell’atmosfera da vecchio garage che la ristrutturazione del locale non ha mai intaccato. Perché qua la parola d’ordine è ricercatezza e insieme semplicità, per una serata da incorniciare e ripetere all’infinito, sempre diversa. —

Irene Arquint

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