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Versilia

la figuraccia 

L’addio alla Viareggio Cup è solo l’inizio Lo stadio rischia di non poter riaprire più

Matteo Tuccini
L’addio alla Viareggio Cup è solo l’inizio Lo stadio rischia di non poter riaprire più

Del Ghingaro: colpa mia, mi sono fidato di chi mi dava rassicurazioni e dopo l’inchiesta della Procura ha cambiato idea

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Una figuraccia, un danno enorme per la città. La Viareggio Cup, a pochi giorni dal via (lunedì 11), è diventata La Spezia Cup: il clou della manifestazione, infatti, si trasferisce in Liguria. Perché lo stadio dei Pini non può riaprire neppure in via temporanea. Un brutto colpo d’immagine, ma anche economico, che rischia di essere solo l’inizio. Parola del sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Le ultime relazioni sullo stadio, eseguite da Genio civile, Asl e vigili del fuoco, sono talmente vincolanti che non sappiamo se ci convenga ristrutturare l’impianto o ricostruirlo daccapo». Il che significa perdere anche la prossima Viareggio Cup, le partite di campionato delle Zebre e chissà quanti altri appuntamenti.

L’autocritica

Il primo cittadino si assume la responsabilità dell’accaduto. «È un danno enorme, mi prendo la colpa e lavorerò per risolvere il problema – dice Del Ghingaro – Ma è importante ricostruire ogni passaggio della vicenda. Dal giugno scorso lo stadio dei Pini è chiuso in seguito alla scadenza dell’autorizzazione decennale di agibilità. In quel periodo abbiamo iniziato a lavorare per una riapertura temporanea dell’impianto, che ci consentisse di poter disputare in città la Viareggio Cup e almeno la parte finale del campionato al Viareggio calcio. Abbiamo stanziato 700.000 euro allo scopo e 100.000 sono già stati spesi per alcuni interventi». Nel dettaglio, spiega il Comune, «sono stati effettuati sia i monitoraggi per la messa in sicurezza della copertura, sia le prove di carico e la conseguente relazione sulla idoneità statica della tribuna». Interventi obbligatori, afferma Del Ghingaro. E che avevano fatto ben sperare per la riapertura dello stadio. Lo stesso sindaco afferma di avere avuto relazioni scritte e conferme dai tecnici della Commissione di vigilanza pubblico spettacolo sul fatto che «questi interventi avrebbero consentito l’ok per la Viareggio Cup». In effetti il primo cittadino si era dichiarato fiducioso. Poi è successo qualcosa.

l’inchiesta giudiziaria

«Una settimana fa circa – dice Del Ghingaro – siamo venuti a conoscenza che sull’agibilità dello stadio era stata aperta un’indagine dalla Procura. Abbiamo messo a disposizione della magistratura tutti gli incartamenti». Da cosa è partita l’inchiesta? Da un esposto, ad oggi non si sa di chi. Fatto sta che, in seguito all’apertura dell’indagine, «l’Asl, il Genio civile e i vigili del fuoco hanno consegnato relazioni tecniche assai più restrittive di quanto era stato dichiarato in precedenza dagli stessi enti, che siedono nella Commissione di vigilanza assieme ai tecnici comunali», dice il sindaco. In particolare «la nota pervenuta dal Genio civile – si ribadisce dal Comune – evidenziava problematiche mai emerse prima, legate alla gestione del rischio statico e sismico». Martedì mattina la Commissione, sulla base di questi sopralluoghi, ha confermato lo stop all’attività sportiva, proprio mentre il sindaco stava preparando l’ordinanza di riapertura. Un cambio di scenario che ha sorpreso Del Ghingaro. Che pure assicura «massimo rispetto e collaborazione con l’autorità giudiziaria, che sta facendo i suoi legittimi accertamenti».

il contrattacco

«Quando l’indagine sarà chiusa – prosegue il sindaco – chiederò a tutti gli enti coinvolti l’esatta dimensione dei lavori necessari per far riaprire lo stadio. A quel punto faremo due conti, ma ho la sensazione che servirà una ristrutturazione quasi completa, per non dire una ricostruzione totale. Uno stadio nuovo? Non posso escluderlo. Di sicuro io non riaprirò l’impianto sportivo fino a che non ci sarà l’assoluta certezza che siamo in regola». E questo potrebbe avvenire tra molto tempo, «stando alle ultime relazioni fatte». Infine, una promessa che è anche un avvertimento: «Tuteleremo con ogni azione necessaria, anche legale, l’immagine della città di Viareggio». —



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