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Reddito di cittadinanza, i Caaf salvano le Poste dal caos

Reddito di cittadinanza, i Caaf salvano le Poste dal caos

Solo la Cgil, in una giornata, ha preso duecento appuntamenti per marzo La direttrice: «Sono veramente tanti, ma siamo organizzati per evitare disagi»

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viareggio. Le Poste avevano organizzato un piano per la presentazione delle domande in rigoroso ordine alfabetico: il primo giorno i cognomi che iniziano con A e B, il secondo C, il terzo dalla D alla F e così via. Con la prefettura, poi, avevano accordato più controlli, tanto che, ieri mattina, all’ingresso degli uffici postali della Versilia considerati a rischio imbottigliamento, c’erano anche i vigilantes. Il timore era che, nel giorno del via alle domande per il reddito di cittadinanza, gli uffici postali venissero presi d’assalto. E invece è successo esattamente il contrario. Nessuna coda, nessuna calca, gli uffici postali sono rimasti semivuoti, come raramente accade in Versilia. In compenso i Caaf hanno iniziato a prendere appuntamenti Tanti appuntamenti. Solo la Cgil, a fine giornata, ne aveva già 200 (compreso chi deve fare l’Isee). Secondo una prima stima, in tutta la Versilia, sono circa seicento le persone che potrebbero aver diritto al reddito di cittadinanza. «Non ci sono stati disagi nei nostri Caaf – spiega la direttrice dei Caaf della Cgil, Simona De Prete – proprio perché noi siamo organizzati con gli appuntamenti. È evidente, però, che sono veramente tante le persone».

Sono stati pochi, invece, gli utenti che ieri mattina si sono rivolti agli uffici postali della Versilia per presentare la domanda. «Io sono venuta qui alle 9 di mattina credendo di trovare già una fila e invece non c’era anima viva», spiega Rossella Granata, 53 anni, viareggina. Non lavora dal 2012, dopo un periodo in una mensa scolastica di Viareggio. «Ho provato a fare domanda un’altra volta, ma nulla. Non c’è modo di trovare lavoro in questa zona».

Da anni, va avanti con qualche lavoretto saltuario. «In teoria questo non dovrebbe essere solo un sussidio, ma dovrebbero anche aiutarti a trovare lavoro. Speriamo», dice. Con lei, all’ufficio centrale di Viareggio, c’è anche l’amica, Angelica Ceragioli, che di anni ne ha 44 e un lavoro fisso non lo trova dagli anni Novanta. «C’era ancora Lunardini sindaco – racconta – e io ero ausiliaria del traffico. Poi ho avuto dei problemi di salute e ora posso fare solo lavori manuali, da seduta. Sono inserita nelle categorie protette del centro dell’impiego da allora, ma non mi hanno mai trovato un lavoro. Uno solo. Mai. È completamente inutile il centro per l’impiego». Anche lei va avanti da anni con poco. «Con la pensione di invalidità di mio marito e poco altro». Stop. «Certo che se mi accettassero la domanda, ci permetterebbero di respirare un po’. Ma io voglio lavorare, spero trovino un lavoro anche a me». —

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