Il Tirreno

Versilia

IL CASO 

Niente consiglio su Giovannetti Mallegni lo difende

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PIETRASANTA. Contrordine: del caso Giovannetti non si discuterà in consiglio. A certificare il niet, dopo il surreale “se ne parla-non se ne parla” degli ultimi giorni, è stato il segretario comunale Alessandro Paolini. Il motivo? Per il segretario sarebbero venuti meno i presupposti visto che le aziende che vedono il sindaco come amministratore o socio hanno smesso di lavorare per il Comune e, come comunicato sempre da Giovannetti, non ci lavoreranno più neanche in futuro. Come a dire se prima c’era un’incompatibilità, adesso non c’è più e quindi inutile discuterne. Ed è questo che comunicherà oggi ai capigruppo, il presidente del consiglio Paola Brizzolari.

Tutti d’accordo? Non proprio. «Facciano ciò che credono: rispettiamo i pronunciamenti del segretario ma andiamo avanti per la nostra strada. Se parteciperemo al consiglio di lunedì? Vedremo. Di certo incontreremo segretario comunale e prefetto. Oltre a Giovannetti ci sono altre situazioni da chiarire. E spetterà a chi di dovere farlo» è il pensiero di Ettore Neri, Pd.

Nel frattempo il senatore Massimo Mallegni fa sapere che «Pietrasanta è fortunata ad aver eletto un uomo di qualità umane, politiche e imprenditoriali come Giovannetti. La politica deve essere un ambito in cui tutti possano svolgerla a qualsiasi titolo, ordine e grado. Questa sinistra becera che oggi si ritrova sempre più a sinistra torna a essere poco propositiva nell’interesse dei cittadini ed estremamente avvelenata, odiosa e cattiva nei confronti degli avversari. Fortunati loro che non si sono mai dovuti misurare con le problematiche di gestione di un’impresa e di assicurare stabilità ai dipendenti cercando anche di essere un volano per lo sviluppo e la crescita del territorio. È questo lo spirito con cui Giovannetti, suo padre prima di lui e sono certo i suoi figli, hanno gestito e continueranno a gestire le loro imprese che sono considerate da tutti serie e affidabili. Se per far politica uno deve essere nullafacente e nullatenente, meglio ancora se incapace, questo non è il nostro modello. Giovannetti ha dimostrato in questi anni le sue capacità sia di rappresentante politico del nostro movimento sia di amministratore. Il suo ruolo di imprenditore è inappuntabile. Ha sempre rispettato le regole. Nessuno lo ha obbligato a protocollare la rinuncia delle aziende di famiglie a partecipare a future gare o appalti: lo ha fatto di sua spontanea volontà. È un gesto di alta qualità politica che i consiglieri di minoranza nemmeno si sognano. Ha tutta la nostra solidarietà». —

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