Toscana
Un Carnevale da Guinness Incassati oltre 3 milioni
Con i 250mila euro della sfilata di ieri infranti quasi tutti i primati Record assoluto di entrate anche dai biglietti cumulativi
i conti
Tre milioni e 30mila euro. L’edizione 2019 del Carnevale di Viareggio si chiude con un record assoluto di incassi complessivi che neppure il più inguaribile degli ottimisti avrebbe potuto prevedere. Certo, tutto ha funzionato al meglio. Con una serie di congiunzioni astrali particolarmente favorevoli. A cominciare dal tempo che - salvo la pioggia che ha caratterizzato la sfilata inaugurale facendo segnare il peggior incasso stagionale (157mila euro) - ha sempre regalato giornate quasi primaverili, favorendo sicuramente la presenza di un pubblico massiccio a tutte e tre le sfilate che contano (secondo, terzo e quarto corso). E facendo segnare un risultato straordinario al botteghino anche al corso del martedì grasso, storicamente il più debole in assoluto con 250mila euro (nuovo record assoluto per un martedì). Così, dopo la mezza falsa partenza del primo corso, la Fondazione Carnevale ha fatto segnare un record dopo l’altro.
Il primo in ordine di tempo - che è anche un indicatore importante per valutare lo stato di salute della manifestazione fra i viareggini - riguarda la campagna abbonamenti. E a sorprendere non è tanto il record assoluto di incassi fatto registrare dalla vendita dei biglietti cumulativi (953mila euro) che - complice una politica del rincaro dei prezzi cominciata nell’era Pozzoli e proseguita anche sotto la presidenza Marcucci - ha inevitabilmente fatto salire il peso della quota abbonati sul bilancio del botteghino. In realtà il vero dato positivo arriva dal numero dei cumulativi staccati, volati sopra quota trentamila (31.203). Ovvero ai livelli dei primi anni Duemila.
Poi sono stati ritoccati nell’ordine il record di incasso di un singolo corso (i 760mila euro di domenica), quello del martedì grasso (ieri) e quello ancor più importante dell’incasso complessivo.
Va anche detto che alcune scelte della Fondazione avrebbero potuto far pronosticare una flessione degli incassi rispetto al precedente record dello scorso anno. La doppia data di sabato sera (giorno statisticamente meno fruttuoso della domenica pomeriggio) e il voler chiudere il calendario di martedì grasso rinunciando così all’effetto traino della diretta Rai. Scelte azzardate e che continuano a destare ancora qualche dubbio (in primis la chiusura di martedì grasso). Ma che invece alla fine hanno pagato. E non può essere solo una questione di fortuna... —
Claudio Vecoli
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