Sicurezza
Porsche buca lo stop e centra un’auto «Colpa dei cartelli»
seravezza. Non si era fermato allo stop, centrando in pieno un’auto. La polizia municipale, intervenuta sul posto per i rilievi, lo aveva anche multato per «non aver usato la massima prudenza». Adesso, a distanza di quasi quattro anni, il conducente della Porsche incidentata, non solo si è visto togliere la sanzione, ma verrà anche risarcito dal Comune per i danni subiti. Duemila euro tondi: questo hanno pattuito in sede di negoziazione le due parti. Il giudice di pace ha infatti accolto le rimostranze del conducente, secondo cui la segnaletica in quel tratto di strada non era ben visibile e avrebbe causato l’incidente.
Tutto risale al 29 settembre del 2015. L’incidente è avvenuto lungo via del Ranocchiaio. La Porsche stava transitando in direzione ovest, quando, all’incrocio con via delle Contrade, ha tirato dritto, senza fermarsi allo stop. In quel momento, però, da via delle Contrade, direzione nord-sud, stava arrivando un’altra auto, centrata poi in pieno dalla Porsche.
Dopo i rilievi, gli agenti della polizia municipale, hanno elevato una sanzione al conducente, ritenendo che non avesse usato la massima prudenza, ma nel verbale dichiaravano anche che la segnaletica era poco visibile.
Il proprietario del mezzo ha quindi ha fatto ricorso al giudice di pace, il quale, ha accolto il ricorso e annullato la sanzione. Una volta annullata la sanzione, quindi una volta riconosciuto che, se la segnaletica fosse stata più visibile, forse, l’incidente non ci sarebbe stato, il proprietario della Porsche ha deciso di chiedere al Comune di Seravezza il risarcimento per i danni subiti durante l’incidente.
«Il ricorrente – si legge nella determina del Comune di Seravezza – ha avanzato un’ipotesi transattiva che prevede la corresponsione da parte del Comune di duemila euro entro il 31 marzo e la compensazione delle spese». Così la giunta comunale, «sentito il parere favorevole del comandante della polizia municipale», si legge ancora nell’atto, ha deciso di accettare la negoziazione, per non arrivare davanti a un’aula di tribunale, e di «approvare l’ipotesi transattiva». —
M.C.
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