Sicurezza
E la sera la festa prosegue al Baccanale
Un successo il corteo dei figuranti dei carri che dopo il corso mascherato hanno raggiunto a piedi il “rione dei rioni”
Se esistesse una sorta di calendario cinese in salsa viareggina, il 2019 sarebbe indubbiamente l’anno del polpo, icona del Carnevaldarsena. Dopo il venerdì stellare della Sfilata delle Maschere – e relativa cena -, dopo il pienone di sabato sera, il Baccanale vince anche la sfida del “Darsena libera tutti”, ovvero il corteo dei figuranti di carri e carrette che ha raggiunto a piedi la via Coppino dalla Passeggiata. Il serpentone umano è partito poco dopo le 19, in ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale – colpa, si fa per dire, di una magnifica domenica di Carnevale e dello spettacolo del corso mascherato che si è protratto fino alle 18.30 in punto, mezz’ora in più del previsto – ma nessuno ne ha fatto un dramma. Anzi: nel festoso corteo che ha attraversato i viali a mare con le contagiose percussioni dei Pedrasamba a scandire il passo c’erano pure diversi componenti della squadra corsi, evidentemente per nulla decisi a riposarsi nonostante un lungo pomeriggio di lavoro.
Un successo nei numeri – per le maschere dei carri era prevista una cena al rione a prezzi scontati e sono stati staccati 600 biglietti: gli organizzatori erano felicissimi -, ma anche e soprattutto nei connotati che ha subito assunto il corteo: un’allegra “processione” che ha coinvolto i figuranti di svariate costruzioni, sia in gara che fuori concorso. E così nella piazza Mazzini ormai deserta spuntano in mezzo al serpentone i coralli dei copricapi delle maschere di Vannucci, o le scintillanti tute degli astronauti di Bertozzi, i pagliacci a pois dei Salmastrosi, le fasce dei vari mister e miss universo del carro di Ceragioli, le vistose armature degli ultramarine di Galli. E tanti, tanti altri. Vederli ballare, scherzare e camminare fianco a fianco rinsalda una convinzione: il Carnevale unisce, anziché dividere.
«La competizione c'è, esiste ed è giusto che sia così - ci dice Benjamin Lebigre, truccato da personaggio del Día de los Muertos, accanto ai costumi 'postapocalittici' che accompagnano la balena di Vannucci - ma il vero spirito del Carnevale è questo».
Difficile essere in disaccordo, in effetti. E via via che avanza, "Darsena libera tutti" comincia a includere sempre più maschere avviatesi verso la zona dei cantieri di via Coppino ma che rallentano ben volentieri il passo per farsi raggiungere.
Suggestivo, poi, il colpo d'occhio offerto dal serpentone che attraversa la passerella sul Burlamacca: per pochi secondi è sembrato di rivivere le emozioni del corteo "Avanti con le maschere" a cui presero parte pure i carristi nell'estate di cinque anni fa. Oggi come allora, un messaggio fondamentale: senza la passione dei figuranti non esisterebbe alcun Carnevale. —
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