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Versilia

L’ipotesi choc di uno studioso «Fu Leonardo a progettare il campanile del Duomo»

L.B.
L’ipotesi choc di uno studioso «Fu Leonardo a progettare il campanile del Duomo»

Oggi il vernissage della mostra sul genio di Vinci, ma la curiosità è tutta rivolta a quanto affermato da Andreas Klein in un elaborato 

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la teoria

E se dietro la la costruzione del campanile di piazza Duomo si celasse il genio infinito di Leonardo? Una teoria suggestiva ed ad alto impatto storico quella che porta la firma dell’artista e studioso tedesco Andreas Oliver Klein a margine della mostra, “Leonardo digitale” che vivrà il suo vernissage questo pomeriggio nel chiostro di S. Agostino.

Il fatto curioso, ed altrettanto suggestivo, è che un altro genio, Michelangelo, è citato da tempo in relazione alla costruzione della scala in pietra del campanile. «Sulla Piazza del Duomo – scrive Klein – si trova un campanile alto 36 metri. Rispetto alla decorazione marmorea del Duomo, il campanile è piuttosto semplice. Si pensa che il direttore dei lavori sia stato Donato Benti. Ma anche Leonardo da Vinci potrebbe avere seguito la costruzione della torre già cominciata ad inizio del 1500. La base di marmo intorno alla torre fu costruita più tardi, nel 1538, da Stagio Stagi. È concepibile che dal 1508/1509 Giovanni Francesco Rustici, insieme a Leonardo da Vinci nel suo ruolo di ingegnere, abbia installato la rampa a spirale su cui Michelangelo, in un secondo momento, a sua volta installò il rivestimento di marmo della scala. Il campanile, con la sua rampa a spirale, sembrerebbe essere infatti stato concepito come un altoforno per lo smaltimento del flusso di bronzo per le fondazioni sottostanti dello stampo del progetto del cavallo più grande del mondo». Progetto che impegnò a lungo Leonardo che, stando ad un documento del 1509, avrebbe soggiornato in zona Pietrasanta.

«Il documento in questione, con data e ora precise (colpo di campane) potrebbe indicare il passaggio di Leonardo per Pietrasanta – continua Klein – e contiene una nota che descrive la risoluzione di un problema matematico a cui Da Vinci aveva lavorato per molto tempo. Questo problema geometrico descrive il calcolo di superfici leggermente curve presenti sulle facciate. Leonardo, stando alle carte, è soddisfatto del risultato ottenuto dai suoi studi. Nel documento non c’è né una spiegazione relativa alla sostanza del problema, né i dettagli sulla natura del problema, e nemmeno una menzione del luogo esatto in cui il problema fu risolto. Però la datazione precisa definisce un chiaro punto di vista geometrico impostato come accettazione: la posizione ideale. L’immagine a cui questa esperienza – o sensazione – si riferisce, è finalizzata alla visione prospettica esatta di piazza Duomo. L’apparentemente imperfetta, leggermente curva e protrusa facciata del Sant’Agostino si fonde con l’immagine – sottolinea Klein – come se fosse stata costruita intenzionalmente nel centro della prospettiva e quindi già esistente come rappresentazione della soluzione al problema». Una teoria destinata a far discutere. —

L.B.

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