Italia
L’accusa di FI: «Danno erariale col magazzino»
Gli azzurri: «È stata fatta una variante per cambiarne l’uso da sportivo a commerciale ma così l’ente incassa meno» Mungai: «Stesso utilizzo»
massarosa. Sull’operazione vendita del magazzino comunale «c’è un possibile danno erariale». Ne è convinta Forza Italia che ha chiesto al sindaco di Massarosa Franco Mungai di trasmettere «alla Corte dei conti l’intera procedura di vendita del magazzino comunale, per verificare e certificare che tutto sia stato svolto correttamente». Si dice «tranquillo» invece il primo cittadino che, contattato dal Tirreno spiega che «abbiamo fatto una variante di precisazione di quella che doveva essere la destinazione. Non era chiara e abbiamo fatto una precisazione. Noi siamo tranquilli su quello che abbiamo fatto. Figuriamoci se vendiamo un immobile e poi facciamo una variante».
Il tema era già stato sollevato un anno fa dal consigliere comunale di opposizione, Alberto Coluccini, e riguarda l’immobile in via Cavalieri di Vittorio Veneto. Una parte di questa struttura, si legge in una nota di Forza Italia, è stata acquistata da un privato al secondo bando (il primo era andato deserto) e la rimanente sarà data in comodato alla Società della salute.
«Fin qui niente da eccepire. Quello che invece non torna – proseguono gli azzurri – è che, concluso l’acquisto da parte della famiglia Lucchesi, è stata fatta una variante semplice per trasformare la destinazione dell’immobile da sportiva a commerciale».
Una manovra (smentita dal sindaco) che secondo Forza Italia, comporta un minor introito per il Comune. «È chiaro a tutti – sostengono i forzisti di Massarosa – che un immobile a destinazione commerciale vale molto di più di uno che, al suo interno, può ospitare solo attività sportive. Ma come tale il magazzino è stato venduto, salvo poi rivalorizzarlo a cessione conclusa. Questo ha portato una minore entrata per l’amministrazione e, a nostro giudizio, potrebbe anche configurare un danno erariale». Per questo, dicono, «chiediamo una spiegazione pubblica e al sindaco di trasmettere alla Corte dei conti l’intera procedura per verificare e certificare che tutto sia stato svolto correttamente». —
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