Gioco
Casa delle donne, lo scorso anno quasi 200 i casi presi in carico
VIAREGGIO. Un mese di mobilitazione, tutto intorno all’otto marzo, per la Casa delle donne lungo tutta la Versilia. Casa delle donne e Centro anti violenza, che nel 2018 - questi i dati definitivi - ha effettuato 800 colloqui e preso in carico 181 donne, in primo accesso per 145 di loro. Donne per lo più italiana (116), di età compresa tra i 30 ed i 49 anni, anche se «rispetto al 2017 si è registrato un aumento di quelle comprese tra i 20 ed i 30 anni», per lo più disoccupate o con impieghi al nero, quasi tutte di Viareggio (a seguire quelle residenti a Camaiore e Massarosa). Vittime per il 72% di uomini italiani, mariti o partner, di età compresa tra i 40 ed i 59 anni, occupati, «per il 50% assolutamente insospettabili». Venticinque sono stati i Codici rosa seguiti, ovvero quei casi di violenza fisica o sessuale che sono passati dal Pronto soccorso. E 9 sono state le donne messe in protezione. Numeri che sono stati il frutto «di un lungo lavoro fatto volontariamente, «un lavoro che va riconosciuto e protetto», è stato sottolineato con forza ieri nel corso delle presentazione del calendario di appuntamenti lungo un mese.
Tra gli appuntamenti anche l’apertura degli sportelli di ascolto della Casa delle donne a Querceta (il 6 marzo alle 11 alla Croce bianca) che sostituisce lo sportello di Seravezza ma sarà aperto due volte alla settimana, e di quello alla Misericordia di Camaiore (il 9 marzo alle 11).
Per l’otto marzo è stato organizzato il flash mob “Lotto marzo” dalle 10 alla passerella sul Molo di Viareggio in collaborazioni con le associazioni del territorio. Pomeriggio alla Casa delle donne al Marco Polo, ha spiegato la presidente Ersilia Raffaelli, con una partecipazione “speciale”: quella degli studenti, come hanno spiegato ieri Erica e Leonardo in rappresentanza di Classico “Carducci” e liceo “Chini”: «Il messaggio che volgiamo far passare», è la voce dei ragazzi, «è quello per cui la sede della Casa delle donne deve rimanere dov’è, per la storia che c’è dietro questa realtà». Più semplice di così non si può e bene sarebbe che gli adulti, politica compresa, ogni tanto facessero lo sforzo di uscire da se stessi ed ascoltare. —
D.F.
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