Gioco
Antichi Feudi contro i verdetti del Carnevale: «Una vergogna»
Il presidente delle giurie Marcucci: «Vi è stata unanimità tra i vari giudici dei corsi mascherati»
Il giorno dopo il Carnevale è sempre quello delle polemiche e di qualche bilancio della manifestazione che nel complesso si può dire che ha dato una bella immagine di Pietrasanta. Poi ci sono i verdetti e quella è tutta un’altra cosa, perché ci si scontra con le legittime ambizioni di ciascuno di veder premiato il lavoro di mesi. Se Brancagliana gioisce a metà, perché vince nel carro ma non nella mascherata su cui aveva puntato la gran parte delle energie, c’è poi chi è rimasto fuori dai giochi e dalle posizioni che contano e deve fare i conti con l’amarezza del risveglio del giorno dopo.
Ad alzare i toni è in particolare il presidente degli Antichi Feudi Gianfranco Biagi: la sua contrada colleziona due quarti posti ben distante nel punteggio in entrambe le classifiche dal podio. Per numero di figuranti e per maestosità della struttura sembrava una contrada che potesse dire la sua: «Ho solo una parola per commentare quanto è successo: vergogna. In questi casi si deve fare dei raffronti e la classifica dice che restiamo dietro a contrade che hanno fatto a mio giudizio meno rispetto alla nostra. Prima ci tolgono la soddisfazione di vincere nella Miss per un cavillo del regolamento, poi questo risultato che ci penalizza molto. Viene voglia di smettere quando succedono queste cose».
Più tenui i toni delle altre che forse potevano aspirare a qualcosa in più, come Lanterna e Africa Macelli, almeno per il carro. Il presidente della contrada biancoceleste, la più reale, come diceva una antica canzone di molti anni fa, minimizza: «Il nostro primo obiettivo era quello di un maggior coinvolgimento in particolare dei bambini nelle attività della contrada», commenta Gabriele Becchelli. Vale la pena ricordare che un tempo la contrada era tra le più popolose quando Pietrasanta centro aveva quasi novemila abitanti: oggi i lanternini sono un po’ sparsi sul territorio. «Questo obiettivo lo abbiamo colto perché sul carro c’erano anche venti bimbi ad un certo punto: forse potevamo ottenere qualche punto in più, non è arrivato il risultato delle classifiche, lo accettiamo e andiamo avanti per i nostri obiettivi».
Entra nello specifico delle giurie il presidente dell’Africa Macelli Alessandro Mancini: «Il secondo posto nella mascherata ci premia e premia il lavoro delle nostre sarte che hanno profuso un grande impegno. La classifica dei carri ci lascia molto perplessi, ma forse c’è un problema di giurie: per la prima volta a Pietrasanta ha sfilato un carro con movimenti non a mano, guidato da una consolle e da un joystick con movimenti elettronici, che si alzava e tornava seduto. Ha vinto un carro con movimenti totalmente manuali non paragonabili a quelli del nostro africano. Quando al nostro carro sui movimenti viene assegnato lo stesso punteggio dato a delle pedane, insomma c’è qualcosa che non va. Certamente non c’è malafede, ma qualcosa va cambiato. La cosa più bella resta il ballo di tutte le contrade insieme e la grande voglia di divertirsi. Le polemiche passano».
Di spettacolo in crescita esponenziale e di giudizi univoci parla invece, il presidente delle Giurie Ezio Marcucci: «Quando c’è una gara è normale che poi i giudizi possano scontentare qualcuno: quest’anno ho chiesto a tutti i giurati di consegnare un curriculum proprio per selezionare al meglio i vincitori delle due categorie, coinvolgendo uomini del mondo accademico e professionisti in grado di giudicare modellature, movimenti, tagli sartoriali e il resto. Ogni uscita c’erano tre professionisti che giudicavano maschere e carri in grado di valutare le singole voci che andavano a comporre il voto finale. La cosa che mi conforta è che vi è unanimità tra i vari giudici delle diverse giornate nel selezionare, poi se siamo riusciti a scegliere le espressioni più belle non posso dirlo con certezza. Ma posso dire che la manifestazione cresce ogni anno». —
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