La replica del CasAle: «Da noi pieno rispetto delle normative»
ripa. I titolari del circolo CasAle si difendono. Dopo l’intervento di polizia municipale e Guardia di finanza, con un’indagine aperta su presunte irregolarità nell’attività del circolo, ecco la replica dei titolari che sostengono di aver rispettato le normative.
«In primo luogo – affermano – vogliamo precisare che il Circolo CasAle non è mai stato un “ristorante abusivo”: infatti la somministrazione di bevande e alimenti ai soci rientra a pieno nella finalità della vita consociativa ed è espressamente contemplata nel nostro statuto: questa attività, infatti, si inserisce nella volontà di valorizzare l’enogastronomia come atto politico teso a promuovere i prodotti del territorio per una cultura del buono, pulito e giusto in campo alimentare. Se l’attività incriminata fosse stata veramente “abusiva”, sorge spontanea una domanda: come mai solo a distanza di tre anni le autorità preposte si sarebbero decise ad intervenire? Nemmeno si può dire che non fossero al corrente della nostra esistenza, poiché molti esponenti della politica locale e funzionari di vari enti comunali hanno frequentato assiduamente il nostro circolo».
«L’attività di somministrazione ai soci – prosegue la nota – è stata autorizzata dal Comune di Seravezza a seguito di presentazione di apposita Scia, registrata presso lo Sportello unico per le attività produttive, effettuata in regime commerciale con regolare partita Iva e senza fruire di agevolazioni fiscali di alcun genere fin dalla costituzione dell’associazione. Vogliamo poi chiarire che il circolo CasAle è ancora esistente e continuerà a svolgere la sua attività istituzionale di promozione culturale presso un’altra sede e che in ogni caso l’attività di somministrazione per i soci è cessata da più di due mesi non a seguito di un ordine dell’autorità, ma di una decisione autonoma assunta dal corpo sociale a fine del 2018. La decisione è stata sofferta ma inevitabile, dovuta soprattutto al fatto che Alessandro Giannetti, insostituibile detentore della tradizione culinaria versiliese, a cui avevamo affidato la gestione della ristorazione per i soci del circolo, si è ritirato per dedicarsi ad un’altra avventura professionale». —
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