Il Tirreno

Versilia

Carnevale bello di notte con la magia delle luci e gli sguardi spettrali

Simone Pierotti
Carnevale bello di notte con la magia delle luci e gli sguardi spettrali

La Strega di Allegrucci, le Iene dei Breschi e i video dei Cinquini: un trionfo dark Di impatto anche Frida, Trump, Medea, le meduse dei Bonetti e i cavalli di Lombardi

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Burlamacco come Zibì Boniek, leggenda del calcio polacco: bello di notte (definizione dell’Avvocato). Non che non ci piaccia di giorno, intendiamoci. Eppure ammirare i carri ben oltre l’ora del crepuscolo è ogni volta suggestivo e affascinante. Il corso di ieri è iniziato con un tramonto da cartolina e, mentre scende malinconica – ma non troppo, ché è pur sempre un giorno di festa – la sera, i costruttori affilano gli artigli. Pardon, accendono i riflettori. Ed è subito un altro Carnevale. E, diciamocelo in tutta franchezza, non c’è carro che di notte non riesca ad ammaliare il pubblico.

Illuminatissima la Frida Kahlo dei Lebigre: le finestre dei grattacieli della scenografia posteriore sembrano quasi suggerire che siano abitati – e viene in mente il titolo di un fortunato romanzo di Chiara Gamberale, “Le luci nelle case degli altri” – e nel cielo stellato sopra Burlamacco brilla anche il sole che si staglia sul retro del carro. Spettacolare anche “L’ultima biancaneve” di Allegrucci: l’uso di luci policrome fa diventare la strega ora viola, ora rosa, ora verde. E l’illuminazione di Madre Natura è funzionale al messaggio del carro: il corpo si spegne letteralmente, simulando la morte della figura femminile, poi il petto torna a brillare quando il cuore batte e lei si rialza. Evidente ed apprezzabile, poi, la mano del “mago delle luci” Alessandro Breschi sul carro realizzato assieme al fratello Massimo: gli occhi delle tre iene passano dal bianco al rosso – e, specie da lontano, l’effetto ricorda molto il fortunatissimo “Quello che non vorrei vedere” con cui trionfarono quattro anni fa – e piacciono pure gli sparkular, le fontane luminose similfuochi d’artificio. Le stesse che ha usato Carlo Lombardi e che, combinate a vari fasci di luce, esaltano le diverse colorazioni di cavalli e cavalieri. Impossibile che al buio passino inosservati i megaschermi de “La teoria del Kaos” dei Cinquini: sono i videowall, assieme allo sbrilluccicante mirrorball, a catturare l’occhio degli spettatori.

Luci più neutre per Alessandro Avanzini, perfette comunque per far risaltare le tonalità dorate della sua Medea e con un’illuminazione diversa ottiene un risultato analogo Fabrizio Galli: nell’oscurità emerge il gigantesco Trump illuminato dal basso e risaltano il mantello rosso e gli artigli della mano sinistra.

Di grande impatto anche i neon fluorescenti che illuminano le meduse dei fratelli Bonetti – perfino sui costumi dei figuranti ci sono le luci – mentre Roberto Vannucci decide di ravvivare la pancia della sua mastodontica balena. Anche qui nulla è lasciato al caso: quando su piazza Mazzini sono ormai calate le tenebre è possibile notare che sono illuminate perfino le ciminiere sul dorso dell’animale. Ma limitare i complimenti alla prima categoria sarebbe ingeneroso nei confronti degli altri carristi e perfino dei mascheratisti, pure loro attrezzatisi a dovere per la sfilata in notturna, e delle pedane aggregative. Uno spettacolo completo. Applausi a tutti, nessuno escluso. —



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