Gioco
Incendiata l’auto di due medici a Viareggio: "Ma non abbiamo nemici"
Giallo sull’episodio doloso accaduto a Bicchio. Sul caso indagano i carabinieri. I due coniugi erano a Lugano, dove lavorano. Tornano oggi per la denuncia
VIAREGGIO. «È stato mio padre ad avvisarci. Nel quartiere si era sparsa la voce che avevano bruciato la macchina a Tonarelli e pensavano fosse lui. Quando lo hanno chiamato per chiederglielo, lui è rimasto un po’ in silenzio. Poi ha detto “ma non sarà quella di mio figlio? ”. Ha preso la bici ed è andato a vedere. Era proprio la nostra». Era la Mini arancione di Stefano Tonarelli e Amalia Pieve, due medici olistici molto noti sul territorio, soprattutto lei, medico chirurgo responsabile della scuola di medicina nutrizionale di bioenergetica e ideatrice del metodo Rekreo. La loro auto è stata bruciata come paglia, giovedì pomeriggio, nel giardino di casa, in via Aurelia sud, a Bicchio.
Il cancello era chiuso. I carabinieri hanno trovato una bottiglia di plastica e adesso sono in corso gli accertamenti per capire se e quale tipo di infiammabile contenesse. E, nel caso, chi sia il responsabile dell’incendio. Quasi scontato che sia doloso.
Le testimonianze nel quartiere sono tante, ma tutte confuse. C’è chi racconta di un giovane che sarebbe stato visto mentre scavalcava il cancello di casa: avrebbe poi spaccato il vetro dell’auto e buttato dentro una tanica di benzina, mai trovata però dai militari. C’è chi racconta poi di averlo visto fuggire in bici. Ma è probabile che questo sia per un altro fatto di cronaca accaduto a Bicchio. I due coniugi non erano in casa. Erano a Lugano, dove lavorano, e torneranno solo oggi per la denuncia. «Per il momento non so molto – racconta il medico –. I vigili del fuoco erano già dentro il giardino e stavano cercando di spegnere l’incendio, quando è arrivato mio babbo. C’erano già anche i carabinieri. Non sappiamo chi possa essere stato. Noi non abbiamo nemici».
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