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Versilia

gli imputati stranieri 

L’avvocato Raffaelli: «Fatti molti errori nel determinare le pene»

D.F.

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VIAREGGIO. Nel dibattimento di primo grado, i giudici del Tribunale di Lucca (presidente Gerardo Borragine, con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) hanno compiuto «molti errori sulla misura delle pene, in sede di motivazioni». È la difesa messa in campo dall’avvocato Adriano Raffaelli (Foro di Milano) per Uwe Koennecke, responsabile dell’Officina Jungenthal di Hannover, condannato a 9 anni in primo grado.

«Alta o bassa che sia, per noi è la pena è tecnicamente sbagliata», continua Raffaelli anche in nome del collega codifensore Federico Pezzani (Foro di Milano, il primo a sinistra nella foto). Chiedendo per il proprio assistito «l’assoluzione con formula ampia».

Raffaelli ha inoltre sostenuto come dai giudici del Tribunale di Lucca «non siano stati compresi i ruoli» che gli imputati ricoprivano in Jungenthal. A partire proprio dalla figura di Koennecke, che - nell’organigramma aziendale - «ricopriva una posizione laterale» e non apicale, a detta del difensore: «Era solo capo reparto. Non capo stabilimento».

Oltre agli avvocati Raffaelli e Mazzola, ieri mattina ha preso la parola Francesco Mucciarelli (Foro di Milano), professore associato di diritto penale nell'università "Luigi Bocconi" di Milano. Difensore, nel procedimento per il disastro ferroviario di Viareggio, degli imputati Johannes Mansbart (amministratore delegato di Gatx Rail Austria, condannato a 9 anni, in primo grado) e Roman Mayer (responsabile della manutenzione flotta carri merci Gatx Rail Austria, condannato a 9 anni, in primo grado).

Sul ruolo di Johannes Mansbart, Mucciarelli ha così argomentato: «Lui risponde, in questo procedimento, per non aver controllato che altri facessero. Che è già una versione azzardata della responsabilità penale».

Per quanto riguarda Mayer, invece, Mucciarelli si è così espresso: «Mayer sapeva che in tutti le officine Gatx venivano rispettate la prescrizioni tecniche, e significatamente le Vpi (Manuele tecnico cui le imprese ferroviarie aderiscono volontariamente, ndr). Non c'erano segnali che si dovesse attivare per imporre, chiedere, suggerire mutamenti alle procedure tecniche per i controlli. Come facciamo a dire che Mayer è gestore del rischio, di quel rischio, e dunque ha la posizione di garanzia?». —

D.F.

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