Il Tirreno

Versilia

ARNI 

Incendio nella cava «È stato un rogo doloso ma non mi fermerò»

Tiziano Baldi Galleni
Incendio nella cava «È stato un rogo doloso ma non mi fermerò»

Parla il titolare della Conca Castellina dove l’ufficio mensa è stato distrutto dal fuoco: danni per circa 50mila euro

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STAZZEMA. «È un atto grave, di stampo malavitoso», continua a ripetere Giorgio Noceti: «È come bruciare una casa, non lo fa uno sciagurato che passa, è chiaramente un’intimidazione». È trascorso un giorno dal rogo che ha distrutto l’ufficio-mensa nel piazzale della sua cava, nella frazione di Arni. È cava Conca Castellina e Rigo. A mente fredda, dopo il giorno di paura, Noceti analizza l’episodio accaduto martedì notte. E ne è ancora più convinto: «Qualcuno vuole spaventarmi, non so chi è, non ne ho idea, ma non è stato senz'altro un gesto politico di qualche ambientalista o comitato paesano. Spero che gli inquirenti facciano chiarezza».

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Seravezza e i vigili del fuoco di Pietrasanta. Noceti – che con la sua società Costa Medicea è proprietario di due cave dietro Palazzo Mediceo (dove circa un anno fa fu già soggetto a un atto di vandalismo minore) – ha stimato un danno di circa 50mila euro.

«Di sicuro non ci fermeranno, la mia attività va avanti», prosegue, anche se confessa che è un po' spaventato. Ieri l’altro la pala meccanica era attiva e caricava camion con scaglie di marmo. Noceti non fa estrazione di marmo ma sta ripulendo un vecchio ravaneto di cava (località Campagrina) sulla base di un piano di ripristino ambientale. Per adesso le indagini dei carabinieri non hanno ancora stabilito se di incendio doloso si tratta. È stato scoperto mercoledì mattina da un dipendente che ha dato l’allarme. Ma oramai il fuoco aveva carbonizzato tutto il box di circa 50 mq, insieme a computer e documenti, e locale mensa. Noceti però ne è convinto: «l’incendio è doloso, dentro è stata versata pure della benzina o dell’accelerante perché è andato a fuoco qualsiasi cosa e velocemente».

Prima del rogo, con accuratezza, sono state staccate le telecamere di videosorveglianza facendo saltare la corrente elettrica. Un altro fattore che avvalora la tesi di Noceti. Quel sito di cava si trova dietro il monte Altissimo. È nei confini di Seravezza in un bacino molto ricco di marmo. Sarà oggetto – come spiegano gli uffici comunali – del sesto e ultimo piano di bacino. A differenza degli altri cinque (tutti di proprietà Henraux) questo sarà portato avanti con iniziativa pubblica: sui quei terreni oltre a Henraux e la Costa Noceti insistono altri proprietari, e un’altra società si è fatta avanti per aprire una nuova cava. —

Tiziano Baldi Galleni

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