Il Tirreno

Versilia

l’OPERAZIONE dei carabinieri 

La gang dello spaccio di droga in pineta finisce nella rete della procura antimafia

Melania Carnevali
La gang dello spaccio di droga in pineta finisce nella rete della procura antimafia

Tre stranieri arrestati per associazione a delinquere, per intimidire i clienti li minacciavano con la pistola 

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Nei vari ingressi della pineta c’erano quasi sempre delle vedette. Il loro compito era molto semplice: dovevano avvisare i capi quando arrivava qualcuno di sospetto. E per sospetto, loro, intendevano le forze dell’ordine. Poi, ogni tanto, facevano anche da camerieri e portavano paste, cappuccini e pizze direttamente tra gli alberi. Era lì dentro, nel cuore della pineta di Levante, a un passo dal palazzetto dello sport, dalle scuole medie Jenco e da altri posti frequentati da giovani e giovanissimi, che i tre avevano allestito un enorme mercato dello spaccio, con più postazioni “aperte” ai clienti dal pomeriggio in poi e anche tende, per il turno notturno.

Vendevano cocaina e hashish. Se serviva eroina, però, trovavano anche quella. Ma guai a non pagare. All’occasione tiravano fuori pistola, machete o coltelli e convincevano a saldare a suon di minacce. Era un’associazione a delinquere, secondo l’accusa, quella smantellata dal nucleo operativo dei carabinieri di Viareggio e dalla procura distrettuale antimafia. Il gip del tribunale di Firenze, Sara Farini, ha convalidato l’arresto dei tre: Ibrahim Jarmouni, classe ’82, Jarir Abdlrani, classe ’90, Najah Abdrahim, classe’89, tutti e tre pregiudicati.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati ieri mattinadal comandante della compagnia di Viareggio, il capitano Edoardo Cetola, e dal comandante del nucleo radiomobile, il tenente Mario Sorice. Un’indagine lunga, complessa e delicata (visto il luogo dove avveniva lo spaccio), quella portata avanti dagli uomini dell’Arma e partita nel novembre del 2017, dopo l’arresto, sempre nella pineta di Levante, di uno spacciatore beccato con trenta dosi di cocaina. Da lì, testimonianza dopo testimonianza (di spacciatori e compratori) e appostamenti dopo appostamenti, sono riusciti a risalire alla fitta rete di spaccio guidata dai tre uomini. Nelle pineta avevano allestito diverse postazioni, con tanto di tende per dormire e batterie di auto per ricaricare i cellulari che utilizzavano per parlare con i clienti. Che erano tanti, tantissimi. In media cinquanta al giorno. Dai ragazzini agli over sessanta. Il loro volume di affari era di circa un chilogrammo di cocaina e quattro chilogrammi di hashish al mese. In cifre sono circa tremila/quattromila euro al giorno. Le armi – stando al racconto dei testimoni – sempre a portata di mano, anche se la pistola non è ancora stata trovata dai carabinieri. I militari li hanno fermati e arrestati uno ad uno nei giorni scorsi. Sono accusati di associazione finalizzata all’acquisto, trasporto, vendita e detenzione illecita di ingenti quantitativi di stupefacenti, e di concorso nel traffico di stupefacenti, con l’aggravante del possesso di un’arma da fuoco durante lo spaccio. —

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