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«Arrivederci Saigon» di Giampaolo Simi candidato ai David di Donatello
Lo scrittore viareggino è fra gli sceneggiatori del docufilm di Wilma Labate La statuetta per il miglior film straniero a «Roma» del “pietrasantino” Cuaron
VIAREGGIO. Era stato presentato all’ultima edizione del Festival del cinema di Venezia, dove ha raccolto gli applausi del pubblico e il consenso della critica. Adesso per Arrivederci Saigon, il film documentario diretto da Wilma Labate e scritto su un soggetto dello scrittore viareggino Giampaolo Simi è arrivata anche la candidatura ai prossimi David di Donatello, gli Oscar del cinema italiano che vengono consegnati ogni anno a Roma. E che quest’anno saranno svelati nel corso di una cerimonia in programma il prossimo 27 marzo in diretta su Raiuno.
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Un riconoscimento importante per Arrivederci Saigon e, naturalmente, per Giampaolo Simi, scrittore di romanzi noir della scuderia Sellerio (la stessa casa editrice di Camilleri) che negli ultimi tempi sta prendendo confidenza anche con il mondo del cinema e della televisione (ha fatto parte anche del pool di sceneggiatori di Nero a metà, la fiction di Raiuno andata in onda alla fine dello scorso anno con eccellenti risultati di ascolto e di gradimento da parte del pubblico.
Il film narra la bizzarra e semisconosciuta storia vera di un giovanissimo gruppo pop femminile toscano, Le Stars, che negli anni Sessanta si ritrovò a suonare per le truppe americane in Vietnam. Una avventura che viene raccontata direttamente dalla viva voce delle protagoniste, intervistate da Wilma Labate.
Al momento per Arrivederci Saigon è arrivata “soltanto” la candidatura nella categoria documentari. Per sapere se la pellicola si porterà a casa anche l’ambìta statuetta bisognerà attendere la serata del 27 marzo, quando ad annunciare il film vincitore sarà Carlo Conti, presentatore scelto per la serata.
La concorrenza - va detto - è di altissima qualità. Oltre alla pellicola di Wilma Labate sono in corsa per il David anche Friedkin Uncut di Francesco Zippel, L'arte viva di Julian Schnabel di Pappi Corsicato, La strada dei Samouni di Stefano Savona e Santiago, Italia di un regista cult come Nanni Moretti.
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Chi invece alla serata dei David di Donatello andrà con la certezza di aver vinto una statuetta sarà un altro versiliese (anche se soltanto di adozione): il regista “pietrasantino” Alfonso Cuaron. Il suo Roma - già vincitore del Leone d’Oro all’ultimo Festival di Venezia e trionfatore di numerosi, prestigiosissimi premi in giro per il mondo - è infatti stato giudicato come il miglior film straniero. L’unica sezione dei David - questa “internazionale” - di cui viene annunciato in anticipo il vincitore. —
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