Il Tirreno

Versilia

L’analisi dei sindacati 

Nel settore turistico resta ancora troppa precarietà

A giudizio della Cgil l’impatto sul mercato del lavoro del decreto dignità entrato in vigore nell’agosto scorso è stato marginale 

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viareggio. Non è sempre oro quello che luccica. Se da una parte si trovano picchi di assunzioni a tempo indeterminato, dall’altra esiste anche il rovescio della medaglia.

Come spiega Nicola Riva della Fiom-Cgil: «La nuova normativa incentiva i contratti a tempo indeterminato, questo è vero – dice – ma il punto è che mandare a casa una persona con poca anzianità assunta a tempo indeterminato costa meno che farlo con chi ha un contratto a termine. Inoltre i picchi che vengono registrati in alcuni periodo sono legati alle contingenze del momento. Il modo di lavorare di molti dei cantieri resta artigianale e spesso non viene fatta scientemente una pianificazione».

«Durante l’estate – spiega Riva – viene fatto il punto sulle commesse raccolte fino a quel momento e si fanno le scelte sul momento. In più va sottolineato che la variazione dei contratti a tempo indeterminato è molto bassa. Questo perché i cantieri si contendono gli operai a suon di contratti e quindi il numero rimane pressoché lo stesso solo che lo specializzato passa da una società a un’altra».

In più che i sindacalisti sottolineano come l’incentivo che era nelle intenzioni del decreto dignità del governo giallo-verde non ha portato i frutti sperati.

«La misura non ha ancora portato a una rivoluzione del mercato del lavoro – commenta Daniela Ricchetti della Filcams-Cgil – La precarietà è ancora una piaga che colpisce moltissimi lavoratori. È evidente che il turismo ha determinate regole, ma nel settore c’è troppa precarietà. Ed è anche vero che, per propria natura, ha determinate regole e quindi c’è la tendenza alla precarietà ma sono numerose le situazioni limite che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno».

E spiega, partendo dai casi del proprio lavoro: «Il “principio” di molti imprenditori, anche qui in Versilia, è quello dell’ “Avanti un altro” – e spiega – capita non di rado che dei lavoratori che sono stati assunti a tempo determinato, pur avendo fatto un periodo di prova positivo, non vengono confermati. È capitato sia in storiche realtà come in attività recenti come quelle del centro commerciale Burlamacca. Con questo sistema l’imprenditore praticamente ha manodopera a costo zero e un turn-over costante, svilente per il lavoratore».

Se dunque ci sono aumenti sui contratti, non sempre questo è un segnale che porta con sé buone notizie per i dipendenti.

«La situazione della precarietà va combattuta – conclude Ricchetti – soprattutto in quei casi in cui si ravveda un modus operandi e non una pianificazione sulle politiche lavorative». —

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