Sicurezza
Via al restyling di piazza Dante L’arredo è con platani clonati
Il Comune ha scelto una pianta resistente al fungo parassita. L’intervento piace ai cittadini. Unica polemica: l’utilizzo di alberi giovani, quindi piccoli
FORTE DEI MARMI. Sta raccogliendo consensi l’opera di riqualificazione del verde di piazza Dante, iniziata ormai da qualche giorno e che mostra già i suoi primi risultati. Chi ha passato gli “anta” ricorderà piazza Dante, allora piazza delle scuole, con i suoi curatissimi giardini all’italiana, le siepi alte in alloro e pitosforo e le palme rigogliose: un risultato eccellente anche sul piano estetico che richiedeva però anche grandi sforzi. Poi i tempi sono cambiati, anche l’arredo a verde di quello che è uno degli angoli più pregiati del centro ha via via mutato aspetto, prima sono sparite le siepi che disegnavano i giardini e il loro posto fu preso dai nuovi cordoli in marmo, e da ultimo ci si è messo anche il terribile punteruolo rosso a far fuori, una dopo l’altra, le palme che per decenni hanno popolato l’area.
Così tolte quelle malate è rimasto ben poco e anche le piante ad alto fusto, che erano state collocate anni fa lungo i quattro lati della piazza, hanno iniziato ad avere problemi. Così si è resa necessaria una riprogettazione del verde di quella che oggi è la piazza del municipio. E in particolare proprio per le piante sul perimetro è stato adottato anche un nuovo posizionamento: non più al bordo esterno del marciapiedi, ma sono state interrate in quello spazio che c’è tra il marciapiede stesso e le aiuole della piazza. Il risultato è che le piante avranno forse più spazio vitale per crescere, mentre il marciapiede potrà essere più godibile soprattutto per chi ha problemi di mobilità. E non è tutto: le piante che sono state scelte sono dei platani, che garantiranno una buona ombreggiatura, una volta raggiunto il loro sviluppo. Tuttavia non si tratta di platani comuni, poiché gli esperti del municipio hanno fatto cadere la scelta su esemplari di platano clonato, una specie particolarmente resistente alla Ceratocystis fimbriata un fungo parassita agente del cancro colorato del Platano. Unica nota polemica segnalata da diversi cittadini è che sono state utilizzate piante giovani che forse richiederanno alcuni anni per raggiungere il loro ottimale sviluppo. —
Angelo Petri
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