Il Tirreno

Versilia

l’appello 

Nel mirino quattro ristoranti abusivi: le categorie chiedono di fare più controlli

Matteo Tuccini
Nel mirino quattro ristoranti abusivi: le categorie chiedono di fare più controlli

Sos di Confesercenti e Confcommercio dopo la chiusura di un falso circolo ricreativo: «Altri casi evidenti in Versilia»

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VIAREGGIO. L’episodio del “CasAle” di Monte di Ripa, multato e chiuso da Finanza e polizia municipale perché ritenuto un ristorante abusivo, potrebbe essere solo il primo. Ci sarebbero altri casi simili in Versilia: almeno quattro i locali che, travestendosi da circoli ricreativi, si comporterebbero né più né meno come trattorie. O, a volte, anche come ristoranti per vip. Eludendo le tasse o violando la legge.

Confesercenti e Confcommercio sono convinte di questo, anche se sui sospettati non si sbottonano. «Sta a chi controlla andare a fondo e stanare chi non rispetta le regole», dicono dalle associazioni di categoria. Nel frattempo, però, si torna a chiedere più controlli. «Perché le sanzioni ci sono. E quando vengono applicate possono essere molto efficaci», affermano sia Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Lucca-Versilia, che Antonio Nutini, referente dei ristoratori per Confcommercio. In effetti la multa di 5.000 euro che in genere viene applicata al falso circolo ricreativo, con tanto di chiusura, «rappresenta una stangata che ha effetti evidenti», conferma Nutini. Tra l’altro chi fa spettacoli in questi locali rischia una denuncia, perché il mancato sopralluogo della Commissione di vigilanza è considerato un reato.

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«L’intervento di Guardia di finanza e municipale dei giorni scorsi – dice Giampaoli – dimostra che un’attività ispettiva esiste già. Senza pronunciarmi sul caso singolo, che non conosco, è un buon segnale. Ma, a fronte di un fenomeno così importante come quello dei falsi circoli, è necessario incrementare e migliorare ulteriormente i controlli. Il principio su cui ci si basa è semplice: stesse regole per tutti. Io non ho nulla da dire a chi gestisce un circolo che fa davvero attività ricreative e a carattere sociale: anzi gli faccio i complimenti, perché mantiene vivi legami importanti. Una tordellata che finanzia le attività del circolo è del tutto innocente. Ma ci sono casi – prosegue l’esponente Confesercenti – di locali che fanno ristorazione a livello professionale e che organizzano eventi: matrimoni, cene, comunioni. Questo non si può tollerare. A maggior ragione se si considera che il nostro settore è stato liberalizzato. E un vero imprenditore ha la possibilità di lavorare alla luce del sole e guadagnare ancora di più, se lo vuole».

Eppure le semplificazioni delle norme non sembrano aver frenato l’abusivismo. Che spopolerebbe non tanto a Viareggio e sul litorale, ma in collina e nell’Alta Versilia. Bastano quattro mura e una segnalazione allo Sportello attività produttive del Comune. Stando attenti a non farsi notare troppo con il tesseramento del presunto circolo. Logico che, quando si rilasciano tessere come noccioline, o quando si pubblicizzano un po’ troppi pranzi e cene con menu ad hoc, il sospetto viene da sé. «Eppure non è facile andare a scovare le irregolarità – dice Nutini – Soprattutto in zone meno urbanizzate e più difficili da controllare. Per me è da irresponsabili tenere un locale come un ristorante quando non c’è nemmeno il minimo criterio igienico-sanitario. Servirebbe una mappatura di questi falsi pubblici esercizi, contando sulla collaborazione sia dei colleghi che dei clienti. Invito tutti a non sottovalutare i rischi che si corrono andando a mangiare in un posto dove non si sa da dove proviene e come si mantiene il cibo messo in tavola».

 

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