Sicurezza
Codecasa vara lo yacht di Pier Silvio Berlusconi: è un 43 metri con suite
Il cantiere nato nel 1825 mantiene la storica riservatezza: «Acquistato da una società di leasing». Madrina del varo è stata Fulvia Codecasa
VIAREGGIO. In acqua per la prima volta è entrato alla sola presenza delle maestranze del cantiere Codecasa e dei loro familiari, benedetto dal parroco della parrocchia di Sant’Andrea, e avendo per madrina Fulvia Codecasa. Ma quando affronterà il primo viaggio avrà a bordo ben altro pubblico.. Perché “Codecasa 43 FB”, della serie “Vintage”, costruzione C122, sarebbe stata acquistata sì da una società di leasing - come fa sapere il cantiere del patron Fulvio Codecasa, noto per il tradizionale stile di riservatezza totale e che per questo di più non aggiunge - ma a per mare poi andrà Pier Silvio Berlusconi con i propri ospiti.
In costruzione dal 2017, il nuovo 43 metri dei cantieri Codecasa, sarebbe stato proposto dal cantiere a Berlusconi junior, che lo ha personalizzato, dopo il terribile evento atmosferico dell’ottobre scorso che ha distrutto il porto di Rapallo e le imbarcazioni che vi erano affondate, tra le quali anche quella di Pier Silvio Berlusconi.
«Lo stile vintage della linea esterna ed il gusto classico degli interni, abbinati alla qualità di costruzione di Codecasa e alla grande attenzione al comfort a bordo», così l’azienda presenta la nuova barca, «rendono unico questo yacht». Il cantiere, nei prossimi mesi, «ultimerà la costruzione ed eseguirà tutte le prove tecniche ed i collaudi, per poterlo esporre, se possibile, al Versilia Yachting Rendez-Vous in programma a Viareggio nel mese di maggio. Nell’occasione un grazie va alla Capitaneria di porto che ha reso possibile il varo in condizioni di massima sicurezza».
Motori Caterpillar, scafo in acciaio ad elevata resistenza, velocità massima a dislocamento leggero di 16,5 nodi, lo yacht è dotato di una suite per l’armatore, 2 cabine matrimoniali, 2 cabine a 2 letti con terzo letto a scomparsa, più le cabine per comandante e personale.
Tutti gli interni - spiega al Tirreno Ennio Bonomo, manager del cantiere navale Codecasa - «portano la firma dello stesso cantiere». A confermare la tradizione della ricerca in proprio che il cantiere viareggino, nato nel 1825 ad opera del maestro d’ascia Giovanni Battista Codecasa, porta ancora avanti nonostante il tempo che passa.
Quando nel 1946 - a guerra terminata - il fondatore dei cantieri Codecasa va in pensione, l’azienda ha al proprio attivo oltre 50 bastimenti a vela prodotti, che si sommano a pescherecci, pontoni, bettoline ed imbarcazioni di ogni tipo. Un vero e proprio pezzo di storia della nautica viareggina. Storia che si ritrova oggi nei gesti degli operai e nella magia di ogni varo, quando la chiglia sfiora per la prima volta il pelo dell’acqua, per poi alzare quel tappeto di schiuma che conferma come tutto sia andato per il verso giusto.
Momenti uguali nel tempo, nonostante i passi da gigante fatti dalla tecnologia. Ma è sempre e comunque un pezzo di Viareggio pronto a lasciare gli ormeggi per andare a portare il proprio orgoglio in giro per il mondo. E questo non c’è tecnologia che può cambiarlo.
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