Attenzione
Pochi iscritti a Stazzema scuola a rischio accorpamento
L’istituto non ha nemmeno la metà degli alunni necessari per l’autonomia La Regione vuole unirlo a quello di Seravezza con conseguenti tagli al bilancio
stazzema. «Stazzema non si tocca. Sono pronto a qualunque presa di posizione per difendere la nostra scuola, che significa resilienza dei cittadini e crescita del territorio». Il primo cittadino Maurizio Verona è pronto alle barricate. Perché per la Regione Toscana e per il ministero dell’Istruzione, Stazzema «è solo un numero»: circa 180 alunni iscritti. Cioè sotto i 400 opportuni per avere – in teoria – l’autonomia dell’istituto comprensivo Martiri di Sant’Anna.
La giunta regionale lo ha scritto nero su bianco su una delibera a fine 2018: era già pronta ad accorpare l’istituto stazzemese nel 2019-2020, poi ha optato per la proroga. Ma all’orizzonte, se così dovessero andare le cose, c’è una decisione che graverebbe soprattutto su Stazzema. Primo per i minor soldi, dato che ci sarebbe un bilancio unico. Soldi che servono per acquistare computer, programmi informatici, fare manutenzione alle fotocopiatrici, comprare saponi, o carta igienica. Al momento – in base a quanto riportato dal dirigente scolastico Maurizio Tartarini – a Stazzema arrivano meno di 5 mila euro, a Seravezza sui 10 mila. Sono già pochi e per fortuna ci sono le donazioni di genitori e istituti privati. Anche il personale Ata potrebbe risentirne, meno probabile gli insegnanti, sempre secondo l’ipotesi di Tartarini. Sono assegnati entrambi dal provveditorato di Lucca, sulla base di parametri nazionali basati sul numero degli alunni iscritti. «Non possiamo saperlo al momento, non so quanti insegnati e bidelli ci aspetterebbero, senz’altro sarà diverso» dice. E poi ancora una segreteria unica, probabilmente a Seravezza (perché sarebbe l’istituto con cui è più logico si faccia un accorpamento), organi collegiali unici, e un solo dirigente. A sollevare la questione è stato il consigliere di minoranza Gian Piero Lorenzoni, dopo aver scovato la delibera regionale.
«Perdere questa realtà – ha detto l’ex sindaco – sarebbe perdere anche un pezzo di storia di Stazzema: questo istituto nacque nel’97, dopo l’alluvione. Fu inserito dall’allora sottosegretario alla Pubblica istruzione in un elenco di 40 scuole con le quali si sperimentò gli istituti comprensivi. Sarebbe inaccettabile togliere ad una realtà così fragile l’autonomia, un impoverimento culturale di un territorio».
La pensa allo stesso modo anche il sindaco Verona, che si è fatto capofila di altri 13 comuni toscani (a Lucca c’è Pescaglia) con lo stesso problema. Ha chiesto la proroga della fusione, prima, e adesso con l’Anci toscana presenterà un documento per proporre di ristabilire l’autonomia. «Insieme a Pescaglia e altri abbiamo preso posizione – dice Verona –. Purtroppo il Ministero continua a parlare con i numeri: dovremmo essere sopra i 400, come comunità montana. Il paradosso è che senza l’autonomia non avranno nessun risparmio economico: si condivide già il dirigente e la segreteria, ad esempio. Non si ottiene nessuna economia, mentre si impoverirebbe la scuola che noi consideriamo basilare: abbiamo già investito 1, 5 milioni, ne investiremo altrettanti. Vogliamo poi istituire un indirizzo scolastico superiore, l’indirizzo forestale». Intanto anche la minoranza di Lorenzoni è pronta a intraprendere qualsiasi azione che farà per salvare la Martiri di Sant’Anna. —
Tiziano Baldi Galleni
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