Il Tirreno

Versilia

merci pericolose 

Fs Logistica ignorò i rischi del trasporto

D.F.

L’avvocato Dalla Casa ricostruisce le responsabilità dei manager che i giudici del Tribunale di Lucca hanno assolto in primo grado

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VIAREGGIO. Compito tra i più ardui, quello che è tornato ad assumersi l’avvocato Maurizio dalla Casa nel discutere nell’aula del processo d’Appello la posizione della società Fs Logistica, i cui manager sono stati assolti dai giudici del Tribunale di Lucca. «Le navi affondano ed i treni deragliano anche a bassa velocità», ha sottolineato il legale di parte civile: «E poiché una delle possibili cause dei deragliamento sono proprio le rotture degli assili quale conseguenza di non corretta attività di manutenzione, il rischio deragliamento rientra pienamente nello spettro dei rischi di prevenzione propri di Fs Logistica, perché essa muove i carri sui binari».

Come si era organizzata Fs Logistica di fronte ai rischi dell’attività svolta, lo descrive ancora l’avvocato Dalla Casa: «Vincenzo Soprano (ex ad di FS Logistica, ndr) non ha esercitato alcun controllo sull’operato di Mario Castaldo (direttore Divisione Cargo ed ex ad Cargo Chemical, ndr) quale suo delegato alla sicurezza. E Gilberto Galloni (ex amministratore delegato Fs Logistica, ndr) non ha delegato i suoi poteri a nessuno ma nemmeno li ha esercitati personalmente in tale ambito per la stessa ragione». La conclusione è da brividi, considerando che si parla di aziende di Stato: «Siamo dinanzi ad una scelta di politica aziendale che vede coinvolti i vertici di Fs Logistica. Una scelta errata della quale Soprano e Galloni non possono che essere responsabili». Dalla Casa riassume così le competenze non esercitate: «Soprano non controlla l’operato del delegato perché la materia del controllo della manutenzione degli assili noleggiati all’estero non è di competenza di Fs Logistica. L’ad Galloni non esercita alcun potere in tale ambito per la stessa ragione. Il cda non controlla l’operato dell’ad, nella stessa materia, per lo stesso motivo. Insomma: il vuoto. Ma «la scelta di non controllare alcunché su sicurezza ed efficienza dei carri noleggiati all’estero per trasporto merci pericolose è scelta gestionale, strategica, di politica azienda. Che è peculiare di vertici aziendale e cda». —

D.F.

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