Il Tirreno

Versilia

DROGA E CRIMINALITà 

In Versilia consumo record di cocaina

M.C.
In Versilia consumo record di cocaina

Gli operatori del progetto Pca lanciano l’allarme:  è per questo che la pineta è assediata dagli spacciatori  

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viareggio. «Viene sottovalutato un aspetto in realtà molto semplice. Ossia che il mercato delle droghe viene alimentato dai tossicodipendenti. E qui in Versilia ne passano tantissimi. Soprattutto chi abusa di cocaina». A lanciare l’allarme è il Pca (Progetto comunità aperta), associazione che si occupa di dipendenze, ben radicata nel territorio versiliese. Un’associazione in perenne carenza di finanziamenti, nonostante la platea enorme di persone di cui si prende cura quotidianamente.

«La dipendenza da cocaina è veramente diffusissima sul territorio. Ed è per questo che la pineta di Ponente, dove è stato aggredito il poliziotto, è sempre piena di spacciatori, tutti i giorni. Il mercato lo richiede e non si ferma mai».

L’allarme è confermato dai dati che l’agenzia regionale per la sanità (Ars) ha pubblicato nel 2016 e riferiti al 2015. Solo quell’anno il Serd di Viareggio ha preso in carico 198 persone nuove, più di quelle prese in carico dal Serd di Lucca che copre l’intero comune e tutta la Garfagnana (154 persone) e di tutta la provincia di Grosseto (173 nuovi accessi). In totale, quell’anno, il Serd versiliese aveva in carico 896 persone. Dentro c’era un po’ di tutto: chi era dipendente dall’eroina, chi dall’alcol e chi dalla cocaina. Anche lo scorso anno, secondo i dati forniti dal Serd, le persone in carica ai servizi erano circa 800. La maggior parte, secondo gli addetti al settore, dipendenti dalla cocaina. «Ma il mondo della dipendenza da cocaina ha un sommerso enorme – dicono dal Pca – che sfugge ai dati. Il punto è che non si può pensare di eliminare gli spacciatori dalla pineta con lo schieramento di forze dell’ordine, se non si pensa prima a debellare il problema principale, quella del numero enorme di tossicodipendenti in Versilia. Fino a quando il mercato lo richiederà, gli spacciatori continueranno ad esserci. Basti pensare che il mercato si è adeguato alle richieste. Prima la cocaina si trovava solo a grammi, quindi a cento euro a volta. Adesso, viene venduta anche a dosi da dieci o venti euro, che corrisponde più o meno a una fumata. Il cocainomane passa, che sia giorno o notte, dalla pineta, si prende la sua dose, fuma o sniffa, poi ritorna, magari in piena notte. Gli effetti della cocaina sono ancora più devastanti di quelli dell’eroina: si vedranno tra qualche anno. Viene infatti associata all’alcol. Ma cocaina e alcol è un mix devastante che provoca instabilità psichica. Se si continua a sottovalutarlo, non si risolverà mai il problema».

E allora cosa fare? Anzitutto, dicono dal Pca, «aumentare i servizi, piuttosto che tagliarli», come invece sta accadendo. Il Serd di Viareggio chiuderà i battenti il sabato. «Anche noi siamo chiusi il sabato – dicono dal Pca –, quindi in quel giorno l’unica assistenza si potrà trovare al pronto soccorso. Ma poi – spiegano – mancano completamente presidi notturni, che intercettino i possibili acquirenti di cocaina, per cercare di farli desistere. Presidi informativi, ma anche di aiuto. Invece di aumentare, i servizi continuano a diminuire». E il popolo dei tossicodipendenti aumenta, insieme a quello degli spacciatori. —

M.C.

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