Toscana
Bagarini online, prosciolto Mimmo D’Alessandro
Il tribunale di Milano ha stabilito che non c’è stato alcun reato sui biglietti Il promoter: «La giustizia ha fatto il suo corso: combatto i bagarini da anni»
VIAREGGIO. Prosciolto. Mimmo D’Alessandro, il promoter e organizzatore di eventi versiliese, non ha compiuto i reati di cui era stato accusato riguardo a presunte irregolarità nella vendita online di biglietti per i concerti. Lo ha deciso ieri il tribunale di Milano che ha ritenuto infondate le accuse formulate dai pubblici ministeri nell’ambito del processo “secondary ticketing” che ha coinvolto i principali organizzatori di eventi italiani.
Il gup Maria Vicidomini ha dunque chiarito che D’Alessandro, Ceo della società D’Alessandro & Galli, non c’entra nulla con la questione del bagarinaggio online e ha dato il “non luogo a procedere”. A difendere D’Alessandro gli avvocati Tullio Padovani, Florenzo Storelli e Francesco Marenghi.
Il nome dell’organizzatore era finito insieme a quelli di altri imprenditori dello spettacolo nell’inchiesta della procura di Milano: tra questi anche Roberto De Luca, Antonella Lodi e Corrado Rizzotto, titolari delle società Live Nation Italia e Live Nation 2. Il giudice li ha assolti nel processo abbreviato mentre D’Alessandro, che aveva scelto il rito ordinario, è stato prosciolto. Insieme a lui anche Charles Stephen Roest, amministratore del sito Viagogo e Corrado Rizzotto, ex ad di Vivo Concerti, oggi manager del gruppo Live Nation.
Il pubblico ministero aveva chiesto per loro il rinvio a giudizio. I reati che erano stati formulati erano quelli di aggiotaggio e truffa: l’accusa era di aver gonfiato ad arte i prezzi dei biglietti dei concerti.
L’imprenditore versiliese è soddisfatto del risultato: «Non avevo alcun dubbio: non poteva che essere appurata la verità. Io con il bagarinaggio non c’entro niente: l’ho sempre combattuto da quando faccio questo lavoro. La giustizia ha fatto il proprio corso - dice - sono stato ingiustamente accusato per qualcosa che non ho fatto. Ci sono rimasto male quando la notizia sulle indagini è finita sulle pagine dei giornali».
I legali di D’Alessandro fanno sapere di non aver «rilasciato alcuna dichiarazione in ordine al grave danno alla reputazione che questa inchiesta ha causato alla società».
D’Alessandro adesso vuole dimenticare questa brutta storia che si è conclusa con un lieto fine: «Sono appena atterrato di ritorno da un viaggio di lavoro negli Stati Uniti - racconta al Tirreno che lo ha raggiunto telefonicamente - sono felice sia della notizia del proscioglimento sia perché torno portando con me con una bella sorpresa».
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