Il Tirreno

Versilia

musica e integrazione 

Seravezza capofila di un progetto europeo Coinvolti 200 giovani

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seravezza. Musica come strumento d’integrazione fra i giovani. È la sintesi del progetto europeo I. COM, che nell’arco di due anni mobiliterà quasi duecento ragazzi di età compresa fra i dodici e i diciotto anni in sette Paesi europei. Seravezza sarà città capofila.

Spetterà alla Fondazione Terre Medicee il compito di coordinare il lavoro dei nove partner internazionali coinvolti e di sovrintendere alla gestione finanziaria del progetto, che può contare su un budget complessivo di circa 832 mila euro, finanziato quasi per intero dalla commissione europea. «Un incarico di grande responsabilità e, al tempo stesso, un riconoscimento prestigioso che rafforza il nostro percorso di crescita e di visibilità in ambito culturale», commenta il sindaco Riccardo Tarabella.

I. COM è un progetto pilota che fa dell’espressione musicale lo strumento per facilitare la comunicazione fra i giovani, promuovendo l’integrazione e combattendo gli stereotipi culturali, in particolare nei confronti dei migranti.

A livello operativo si svilupperà in ognuno dei sette Paesi con l’organizzazione di workshop finalizzati all’allestimento di spettacoli musicali. Ad ogni laboratorio parteciperanno venticinque giovani, migranti e non, che sperimenteranno anche la realizzazione e la direzione di una web radio. Previste inoltre giornate locali di sensibilizzazione nelle scuole, seminari informativi per autorità locali e regionali, la produzione di un cd musicale, un documentario, una mostra fotografica, un sito web. La Fondazione Terre Medicee svilupperà il proprio progetto in diretta collaborazione con le scuole del territorio.

Le attività interesseranno il biennio 2019-2020. «Siamo partiti il 18 dicembre scorso con un incontro tecnico a Palazzo Mediceo e chiuderemo nel novembre dell’anno prossimo ancora a Seravezza con le delegazioni di tutte le città coinvolte», spiega il direttore della Fondazione Terre Medicee Franco Carli. «Più recentemente siamo stati a Bruxelles per la presentazione ufficiale del progetto e a breve, con due sessioni a Dublino e a Praga, definiremo il metodo di lavoro condiviso. Poi ogni Paese opererà autonomamente sui workshop e sulle altre attività previste. La commissione europea ci ha riservato la maggior quota del finanziamento – circa 217 mila euro – perché a noi competerà il coordinamento e il controllo dei risultati complessivi, anche sotto il profilo finanziario». —

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