Il Tirreno

Versilia

Strage: IL PROCESSO DI APPELLO 

Moretti davanti ai giudici: «Sono innocente» I familiari delle vittime: «Falso e arrogante»

Donatella Francesconi ; ALTRO SERVIZIO A PAG.7

L’autodifesa del manager che rinuncia alla prescrizione scatena la rabbia dell’associazione “Il Mondo che vorrei”

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Come dieci anni fa: Viareggio brucia e piange i morti del disastro ferroviario mentre Mauro Moretti, all’epoca amministratore delegato di Ferrovie dello Stato italiane, dichiara che «Ferrovie non c’entrano e non pagheranno». Ieri, nell’aula 32 del Palazzo di giustizia di Firenze, Moretti ha ribadito: «Sono innocente». Un attimo prima che l’attuale presidente della Fondazione Ferrovie si alzasse e pronunciasse queste parole nel rinunciare alla prescrizioni per i reati di incendio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime, il pm Salvatore Giannino aveva chiesto per l’ex manager di Stato una pena di 15 anni e 6 mesi. A fronte dei 7 che Moretti ha sulle spalle dopo il processo di primo grado, dove è stato condannato per il ruolo ricoperto prima del 2009 alla guida di Rete ferroviaria italiana.

Come dieci anni fa quella dichiarazione di innocenza ha di nuovo bruciato i cuori dei familiari delle 32 vittime del più grande disastro ferroviario in Italia da Dopoguerra: «Dichiarandosi “innocente” Moretti non tiene conto delle enormi responsabilità emerse attraverso le migliaia di prove portate dalla Procura. Un atteggiamento chiaro e forte di deresponsabilizzazione del suo ruolo apicale, che per chi sa leggere attentamente le parole dette ne rivelano la continuità di arroganza e di affermazione di potere anche davanti alla morte di 32 persone bruciate vive. Atteggiamento ancor più grave considerando che si tratta di un’azienda di Stato che ad oggi non risulta aver dato seguito alle pesanti sollecitazioni in materia di sicurezza ferroviaria emerse dalla sentenza di primo grado del processo sulla strage di Viareggio». Così la nota a firma di Marco Piagentini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime “Il mondo che vorrei”. Alla quale seguono le parole dell’avvocato dell’associazione, Tiziano Nicoletti (Foro di Lucca): «La dichiarazione di innocenza dell’ingegner Moretti denota ancora una volta la scarsa consapevolezza degli atti processuali».

Dichiarazione di innocenza che ha chiuso il breve intervento di Moretti per la rinuncia alla prescrizione: sei mesi di pena in meno per i reati “scaduti” dal maggio 2018 e solo per quelli. «Si può rinunciare alla prescrizione solo per i reati già prescritti», spiega Armando D’Apote, difensore di Moretti e di Ferrovie.

Un attimo dopo aver parlato, Moretti ha abbandonato l’aula del processo d’Appello, l’unica che l’ha visto presente e solo per una manciata di udienze. Dietro di lui Daniela Rombi, una madre prima di tutto, addosso la maglietta con il volto sorridente della figlia Emanuela Menichetti, 40 giorni di agonia per le ustioni prima di chiudere gli occhi per sempre: «Devi sciacquarti la bocca prima di parlare delle vittime di Viareggio. Hai capito? Devi sciacquarti la bocca...», grida all’ex manager di Stato. Al quale la condanna in primo grado per la strage di Viareggio è costata il rinnovo dell’incarico alla guida di Leonardo-Finmeccanica, per scelta dell’allora premier Paolo Gentiloni. —

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