Lutto
La polizia indaga per scovare i complici dello spacciatore
Viareggio. Non si fermano le indagini sul caso del poliziotto gravemente ferito in pineta di Ponente a Viareggio nella serata di mercoledì 6 febbraio scorso. Gli inquirenti non escludono che nelle prossime settimane altre persone possano essere ritenute responsabili per reati di favoreggiamento.
L’agente Aniello Fierro, 28 anni, di Sapri (in provincia di Salerno), ancora nella sua camera d’ospedale a Livorno dove ha subito una delicata operazione alla testa, ha raccontato al Tirreno la brutalità con cui ha ricevuto l’aggressione nella quale si è visto colpito da una pietra direttamente alla testa. Sono bastati tre giorni di indagine per trovare il presunto responsabile dell’accaduto: polizia e carabinieri lo hanno trovato in una casa della Darsena.
Gli inquirenti adesso stanno cercando di capire se esistano dei complici che abbiano potuto in qualche modo favorire Mustapha Rami, il ventenne marocchino che è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio ai danni del poliziotto.
Secondo la ricostruzione degli investigatori infatti, lo spacciatore si trovava insieme ad altri la sera dell’aggressione. Era intento a spacciare droga nella pineta di Ponente, il grande parco urbano che si trova proprio nel cuore di Viareggio.
Inoltre l’uomo viveva insieme ad altre persone che presumibilmente potrebbero aver saputo di quello che era accaduto quella sera in pineta.
Rami non era nuovo nella piazza dello spaccio viareggino. Il 20 dicembre scorso fu fermato ed identificato nel corso di una operazione di polizia giudiziaria che si era conclusa con l’arresto di 17 stranieri, tutti responsabili di spaccio aggravato, anche nei confronti di minori e vicino ad alcune scuole cittadine. In piazza D’Azeglio di fronte ai poliziotti della Squadra mobile della Questura di Lucca, il giovane marocchino riuscì a disfarsi di 100 grammi di hashish che furono trovati, tra la vegetazione, solo il giorno successivo anche grazie all’impiego delle unità cinofile arrivate da Firenze.
Ancora prima - ricorda una nota della polizia che ricostruisce i fatti - il 6 ottobre scorso, lo stesso Rami era stato controllato nella stanza di un albergo a Viareggio: in quella occasione non era solo e furono trovati nella sua disponibilità duemila euro in contanti, «probabilmente pro-vento di spaccio». —
Cesare Bonifazi
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