Il Tirreno

Versilia

Tenore precipita sul palco durante l'opera, assolto il presidente del Pucciniano

Luciano Menconi
Tenore precipita sul palco durante l'opera, assolto il presidente del Pucciniano

Il giudice con la sentenza ha accolto la richiesta del pubblico ministero e l’impostazione  tracciata dalla difesa

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Assolto con formula piena. Si conclude così il processo che ha visto il presidente della Fondazione Festival Pucciniano Alberto Veronesi dai reati a lui contestati per il grave infortunio occorso al tenore livornese Marco Voleri durante la rappresentazione di Turandot il 7 agosto di quattro anni fa al gran teatro Puccini. Lo stesso pubblico ministero ne aveva chiesto l’assoluzione. . La formula di assoluzione è stata “perché il fatto non costituisce reato”, in relazione al capo di accusa più grave, quello di lesioni colpose aggravate dal mancato rispetto della normativa in materia di sicurezza del lavoro: il giudice ha accolto così la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Riccardo Carloni dell’assoluta mancanza di profili di colpa del maestro Veronesi, che all’epoca del fatto era presidente e quindi datore di lavoro della Fondazione da poche settimane.

Veronesi è stato poi assolto con la formula perché “il fatto non sussiste” dagli altri capi di imputazione relativi a ulteriori specifiche violazioni prevenzionistiche.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11903982:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/08/08/news/cede-una-pattaforma-il-tenore-livornese-marco-voleri-in-ospedale-1.11903982]]

«Il tribunale di Lucca – ha commentato l’avvocato Carloni - ha accolto l'impostazione tracciata dalla difesa, anche sulla base delle indicazioni tecniche del nostro consulente, il dottor Pasquale Sgrò».

L’incidente avvenne mentre il maestro Voleri stava interpretando l’imperatore Altoum, padre di Turandot: la piattaforma elevatrice su cui si trovava il trono cedetto, facendo cadere il cantante da un’altezza di circa due metri, riportando gravi ferite e rischiando di rimanere paralizzato.

Il tenore per questo è stato risarcito dalla compagnia di assicurazione del Pucciniano con una cifra di duecentomila euro e con un accordo con la Fondazione per un contratto triennale in cambio della rinuncia a costituirsi parte civile nel procedimento penale.

Oltre a Veronesi, sono stati imputati anche l’ex presidente della Fondazione Adalgisa Mazza e il carrista Uberto Bonetti che aveva realizzato la piattaforma. Entrambi hanno chiesto e ottenuto la messa alla prova, ovvero di poter evitare il processo svolgendo lavori socialmente utili. Solo il presidente in carica ha deciso di affrontare il giudizio, nel dibattimento che si è concluso con la sentenza di piena assoluzione del giudice Stefano Billet.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca