Sicurezza
Il debutto di Conte? È... in aeroplanino
Nella “palestra della cartapesta” torna la satira politica. Ma si parla anche di migranti, inquinamento e cervelli in fuga
Sempre più curate nei dettagli, sempre più movimentate quasi fossero dei carri su scala ridotta. Prosegue l’evoluzione delle maschere isolate, storicamente la “palestra del Carnevale” per chi ambisce a cimentarsi un domani con costruzioni assai più impegnative e ardite. E, a giudicare dalla qualità delle opere che sfilano, il futuro della manifestazione sembra in ottime mani perché i talenti non mancano davvero.
Oltre alle otto maschere isolate in gara ce ne sono tre fuori concorso (che presenteremo a parte nei prossimi giorni). “Arancia meccanica” di Michele Deledda, "Bullo in maschera" della cooperativa Crea di Viareggio (su bozzetto di Angelo Dionigi Fornaciari) e "Fridart, colores de la vida" di Pierfrancesco Giunti (su bozzetto di Mario Madiai): queste ultime due sono state scelte con il bando speciale della Fondazione Carnevale e del Rotary Club Viareggio Versilia.
Con-te partirò? di Daniele Chicca. È già salita agli onori della cronaca come la prima e finora unica maschera dedicata al presidente del consiglio Giuseppe Conte: il primo ministro guida il malandato aereo Italia, sbilanciato dai vicepremier Di Maio e Salvini appollaiati sulle estremità delle ali.
Il sonno della ragione genera mostri di Andrea Giulio Ciaramitaro. Dopo la vittoria al Festival di Burlamacco con la canzone da lui scritta, Ciaramitaro proverà a imporsi pure fra le maschere isolate: la sua trae ispirazione da un quadro di Francisco Goya per invitarci a risvegliare il nostro pensiero.
LampMedusa di Stefano Di Giusto. La maschera parla dell’Africa massacrata e sfruttata dalle potenze economiche mondiali: è un grande volto femminile che, come Medusa, ha dei serpenti al posto dei capelli. Una denuncia dei falsi miti dietro i quali si celano razzismo e intolleranza.
Sono tornato di Michelangelo Francesconi. Satira feroce nel solco della tradizione viareggina sullo spettro del fascismo che, fra le pieghe del populismo, rischia di tornare in vita: Benito Mussolini cavalca un dinosauro indossando una maschera con le sembianze del ministro Matteo Salvini.
Toro seduto di Rodolfo Mazzone. Il costruttore di origini piombinesi rende qui omaggio a uno dei carri che hanno fatto la storia, quel “Toro seduto” che trionfò nel 1959: al centro ecco un toro vestito da pellerossa che gioca con due faccioni identici a quelli realizzati sessant’anni fa da Sergio Baroni.
Inquinamente di Lorenzo Paoli. Il giovane mascheratista denuncia l’abuso di tecnologia che sta, appunto, inquinando sempre di più il nostro cervello. Sui viali a mare porta così un mascherone dall’aria triste, sovrastato dalle riconoscibili icone delle più comuni applicazioni per smartphone e tablet.
Bel Paese volo via di Matteo Raciti. Il campione in carica ci riprova con questa maschera dedicata a chi si è ritrovato costretto a lasciare l’Italia per trovare spazi e opportunità: qui un giovane con lo zaino in spalla spicca il volo, cartina del mondo alla mano, verso un futuro dignitoso all’estero.
Fo Carnival di Devis Serra. Il mascheratista originario di Genova rende omaggio a Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura che fu legatissimo a Viareggio e al suo Carnevale: il "moderno giullare", come lui stesso si definiva, suona un violino su cui trovano posto le caricature di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. —
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