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Emergenza freddo: in due mesi offerti oltre cento posti letto

Cesare Bonifazi
Emergenza freddo: in due mesi offerti oltre cento posti letto

Da dicembre le Misericordie di Camaiore ospitano coloro che non hanno un tetto La metà sono italiani, dieci i volontari che hanno portato coperte alla stazione

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Stanno ai margini della nostra società, li incrociamo con lo sguardo ai lati della strada. Sono i numerosi senza tetto che vivono nel nostro territorio: nelle stazioni, in macchina, nelle panchine dei parchi oppure in qualche tenda in mezzo alla pineta di Levante a Viareggio.

Per aiutarli la Misericordia di Lido e quella di Camaiore hanno creato il progetto “Emergenza freddo” che non solo offre e ha offerto a queste persone un luogo caldo e riparato dove passare la notte quando la temperatura si faceva rigida ma hanno portato coperte, cibo, bevande e generi di prima necessità a coloro che dormivano alla stazione e in altre zone sensibili.

I numeri sono quelli di un’emergenza sociale: in tutto sono stati offerti circa cento posti letto, di questi la metà sono stati ospiti italiani. Il progetto è stato coordinato dal presidente della Miselido Aldo Intaschi: «Quest’anno - spiega - sul tema della marginalità dura, quella che porta la gente per strada, ci siamo attrezzati per dare risposte di senso in un tempo abbastanza lungo che ha coperto la fase acuta dal 15 dicembre fino ad oggi. Abbiamo dunque accolto la provocazione di Papa Francesco di aprire le nostre case ai bisognosi e abbiamo attrezzato le due strutture a Lido di Camaiore e nel capoluogo per ospitare persone che avessero avuto bisogno di un riparo - e continua - Non le abbiamo mai occupate pienamente. L’esperienza di Camaiore si è conclusa a fine gennaio: abbiamo avuto una media di quattro persone a notte».

Molte di queste persone, come detto, erano italiani che vivono situazioni di forte disagio: «Abbiamo presidiato tutto il territorio. Oltre all’opportunità di dormire da noi, i giovani volontari under 30 hanno organizzato per tutto il periodo dell’emergenza un’unità di strada. Ogni settimana partivano con un pulmino e portavano coperte, bevande calde e generi di prima necessità nei luoghi più difficili».

Un centinaio di posti letto da dicembre, questo il numero che viene rilevato dalla Misericordia. Non si tratterebbe di cento persone diverse ma di posti occupati durante il periodo del protocollo di emergenza.

«Sono contento che siano stati proprio i più giovani, i confratelli e le consorelle, abbiamo deciso di spendesi in questo bell’impegno. Abbiamo coperto un servizio importante in un momento in cui credevamo che il decreto Salvini avrebbe mandato in strada un sacco di gente - spiega Intaschi - in realtà le presenze non sono state solo di persone immigrate ma anche di locali. Circa la metà, questo non fa altro che confermare in effetti una tendenza che non è solo del territorio ma nazionale». —



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