Sicurezza
Deciso dalla holding Fs anche il licenziamento Antonini
Il pm Salvatore Giannino ha puntato il dito sulla capogruppo uscita assolta dal processo di primo grado, a Lucca
VIAREGGIO. Ci aveva provato, nel corso del dibattimento di primo grado, l’avvocato di Fs, Armando D’Apote a difendere la capogruppo Ferrovie dello Stato dall’accusa di essere il “mandante” del disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, 32 vittime. E c’era anche riuscito, visto che i giudici del Tribunale di Lucca sul terreno delle responsibilità della holding non si erano avventurati, assicurando la vittoria - su questo punto - a D’Apote. Ieri il pm Salvatore Giannino (Procura di Lucca, associato alla Procura generale di Firenze per il processo d’Appello al fianco della collega Luciana Piras) proprio sul ruolo della capogruppo ha a lungo insistito, prima di chiedere una pena di 15 anni e 6 mesi di carcere per Mauro Moretti, che nel 2009 proprio di Fs era amministratore delegato. E tra i tanti esempio del ruolo più che attivo di Moretti nell’interferire con le scelte di Rfi e Trenitalia, Giannino ne ha portato uno che si intreccia con tutta la storia del disastro ferroviario di Viareggio. Quello del licenziamento di Riccardo Antonini, che non era dipendente di Fs ma di Rete ferroviaria italiana. Quando, davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Lucca, si arriva al verbale della conciliazione possibile tra Rfi e lavoratore - ha ricordato Giannino - «Rfi non ha potuto sottoscriver quel verbale perché è stato chiesto di sottoporlo al vaglio proprio di Moretti».
Molte le testimonianza nell’aula del Polo fieristico di Lucca che hanno ribadito come Moretti tutto potesse e tutto decidesse. Dai testimoni dello steso Gruppo Fs, a quelli delle società concorrenti: «Montezemolo e Della Valle», ha ricordato Giannino, «chiamati a testimoniare dichiarano che, anche in presenza di Michele Mario Elia! (succeduto a Moretti prima alla guida di Rfi e poi di Fsi, ndr) l'unico interlocutore era sempre e soltanto Moretti».
E allorché nei rapporti tra Fs e le società concorrenti in materia di Alta velocità interviene l’ Autorità garante della concorrenza e del mercato - ricorda il pubblico ministero - «nella mail sequestrata dalla guardia di finanza il 7 ottobre 2010 un dirigente di Trenitalia scrive come non sia un segreto che in concomitanza del lancio dei treni Ntv, Trenitalia - e fa il nome di Moretti - farà un taglio del 20% delle tariffe».
Quattro udienze, la parola presa da Giannino alle 9,30 del mattino e mezz’ora di pausa per poi tirare fin dopo le 17. Il lavoro di indagine della Procura di Lucca, quanto tirato fuori dai tre anni di udienza in primo grado, gli elementi tecnici intrecciati saldamente alla norma e alla tessitura giuridica degli elementi raccolti oggi è tutto sul tavolo della terza sezione della Corte d’Appello di Firenze, presieduta da Paola Masi, con i colleghi Anna Favi e dal collega Giovanni Perini. —
D.F.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google