Gioco
Gorilla, gatti volanti e anche satira politica nelle mascherate sempre più simili ai carri
Aumentano i movimenti e le creazioni trainate tramite carrelli È c’è chi, in questo Carnevale, ha perfino una colonna sonora a tema
Il concorso
Il tema dominante di quest’edizione del Carnevale, ovvero la celebrazione dell’universo femminile. Ma anche l’impegno sociale, qualche costruzione di evasione e quel che rimane della satira politica. E poi sempre più movimenti, mascheroni trainati tramite dei carrelli e perfino una colonna sonora a tema. Sia nella scelta dei soggetti che nell’esecuzione, le mascherate di gruppo somigliano sempre più a dei piccoli carri.
Una prova generale per quel che verrà: al termine del bando triennale un mascheratista salirà in seconda categoria. “L’uomo ha inventato la bomba atomica…” di Silvano Bianchi. «Ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi», ammonisce il giovane costruttore. Nel mondo del Carnevale l’ordine sociale viene rovesciato e così in gabbia ci finisce Donald Trump, circondato da animali selvatici. “Wanyama (animali)” di Michele Canova. La lingua swahili e l’arte africana hanno ispirato l’ultima creatura di Canova, che si fa portatore di un messaggio universale di unione e fratellanza facendo sfilare in Passeggiata maschere tribali, leoni, gorilla ed elefanti. “A ciascuno il suo” di Emilio Cinquini. Nella società di oggi è sempre più difficile realizzare i propri sogni. E allora in soccorso di noi umani arrivano creature fatate come elfi, nani e gnomi che dispensano a ognuno l’oggetto dei propri desideri. “Semplicemente donna” di Roberto De Leo e Vania Fornaciari. Basta il titolo. Mascherata poetica e di facilissima comprensione, composta con le lettere della parola “donna”: a ciascuna di esse si accompagna una diversa figura femminile.
“Diamoci un taglio” di Marzia Etna. Eccola, la satira politica: i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono qui intenti a tagliare quattro alberi che rappresentano le figure della vecchia politica spazzate via dalle ultime elezioni, in particolare i leader del centrosinistra. “M’ama? E non m’ama” di Giampiero Ghiselli e Maria Chiara Franceschini. Omaggio in rosa per i campioni in carica che denunciano la violenza sulle donne: alcune figure femminili sfogliano la margherita, ma un sogno d’amore può purtroppo diventare un incubo. “Un cane andaluso” di Libero Maggini. Trasposizione in cartapesta dell’omonimo film scritto da Luis Buñuel e Salvador Dalí: gatti volanti, uova, elefanti con zampe di gallina e gli inconfondibili orologi molli ci ricordano il tempo che sembra sfuggirci di mano. “Prendi la maschera, vieni a Viareggio” di Giacomo Marsili. Sei splendidi disegni di Uberto Bonetti, il pittore futurista che ideò Burlamacco, prendono vita e invadono i viali a mare per stupire il pubblico delle sfilate e invitare tutti al Carnevale. “Signori si nasce, poveri si diventa” di Adolfo Milazzo. Il titolo di una famosa pellicola con Totò e Peppino viene qui rivisitata in chiave di denuncia sociale: signori si nasce tutti in dignità, ma oggigiorno, tra crescenti problemi economici, siamo sempre più in povertà. —
Simone Pierotti
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