Gioco
Anche a Pietrasanta il maltempo non rovina la festa del primo corso mascherato
Le dodici contrade hanno sfilato con i loro carri e le mascherate Quasi duemila biglietti venduti, ma l’incasso è inferiore alle aspettative
PIETRASANTA. Alla fine, nonostante i timori legati al tempo, la festa c’è stata: certo la pioggia incombente tanto temuta ha tenuto lontano tante famiglie che avrebbero voluto assistere. Al mattino si è deciso comunque di sfilare e la scelta si è dimostrata azzeccata perché i tagliandi staccati sono stati quasi duemila, 1.856 per la precisione, e lo spettacolo si è svolto al meglio, anche se la prima giornata è tradizionalmente la più favorevole per gli incassi e qualcosa è mancato.
Dodici contrade in lizza e una bella competizione: ha aperto le danze il Pollino Traversagna con le trivelle dal profilo mostruoso che inquinano il mare e i pennuti macchiati dal petrolio che ballano. A seguire il carro della Dolce Beca con tante caramelline in strada a danzare. Gli Antichi Feudi hanno puntato sulle figure magiche di Keith Haring e il sogno di un disegno per Pietrasanta che dovrà rimanere tale per evidenti motivi.
La Marina rende omaggio ai 50 anni dallo sbarco sulla luna che si ricorderanno nel prossimo luglio con una astronave e un popolo di marziani psichedelici a ballare sulle piazze. Rende omaggio al Re del pop, Michael Jackson e al suo immortale Thriller, la Collina tra lupi, mostri e streghe che si muovono a ritmo di musica. La Lanterna punta sul Lantern Rouge, rivisitazione del più famoso Moulin e l’effetto c’è. L’Africa Macelli punta sulla sua identità africana con il Carnevale Africano con guerrieri con cappelli da giraffe e elefanti e musiche che sanno di festa con i tamburi con le ruote che accompagnano il ritmo. Il circo di Strettoia è un classico, tra forzuti con i baffi e donne cannone ballerine ed equilibriste.
La Corte si presenta con una pedana adornata, ma una sfilata come al solito di grande impatto visivo, quest’anno in salsa brasiliana. Pontestrada si affida a un pagliaccio e a una mascherata multicolore. La farfalla che prende il volo è il tema scelto da Brancagliana. Chiudono i corsari di Valdicastello all’arrembaggio del carnevale Pietrasantino con un pirata da paura che governa una barca sulle onde.
La giuria osserva attentamente lo svolgersi della manifestazione, due giri del percorso attorno alla piazza Matteotti, via Pilli, Via San Francesco e via Marconi che via via si riempiono di bambini e di maschere, principesse, peluche di vario genere, pirati e gli eroi dei cartoni del momento, i PjMask e altri piccoli eroi della tv.
Tanta festa, ma c’è anche la gara ed allora si commentano in piazza carri e mascherate: nella categorie dei carri colpiscono la solita Lanterna con il Lanterne Rouge, il Pollino con il Male Nostrum che denuncia il problema dei tenti rifiuti e il petrolio che rovinano i nostri mari e mettono a rischio l’ecosistema, ma anche il grande africano che campeggia sul carro dell’Africa e il vascello pirata di Valdicastello che sebbene forse un po’ piccolo piace per il movimento. La vera corsa è quella per la mascherata dove è caccia al titolo che da due anni finisce a Strettoia: i neroverdi anche quest’anno hanno fatto le cose in grande, ma occhio agli africani con i tamburi in piazza e alle farfalle di Brancagliana che dietro la miss, splendida farfalla, si muovono e fanno sognare la contrada che ha già stupito allo Sprocco con Claudio Orlandi che ha improvvisato una interpretazione della canzone vincitrice dal palco degli speaker. Insomma, tanti spunti per una manifestazione che resta viva e non segna il passo. Adesso, bisogna sperare nel tempo per le prossime due domeniche che consenta anche un incasso più pingue. —
Michele Morabito
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