Il Tirreno

Versilia

primato in rosa 

Michela, la prima trattorista «Passione ereditata da papà»

Elena Torre

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Quarantadue anni, parrucca arcobaleno, un sorriso che nasconde l’emozione perché su di lei sono stati puntati molti occhi. Michela Navari, che nella vita lavora nel mulino dell’azienda agricola della sua famiglia, è infatti la prima donna a guidare il trattore che traina uno dei carri all’interno del circuito. E lo fa con tutte le carte in regola, lei che anche per motivi di lavoro sa condurre con sicurezza questo mezzo al cui timone siamo soliti vedere solo uomini.

Del resto sia la passione per il carnevale che la capacità di guidare il trattore le ha ereditate da suo padre, da anni trattorista del carnevale.

«Sono molto emozionata ma anche molto felice che mi sia stata proposta questa possibilità, soprattutto perché questo carnevale è dedicato alle donne e poi perché il carnevale ce l’ho nel sangue. Dal 6 gennaio è usanza per la mia famiglia cominciare a visitare la Cittadella per seguire passo passo con il mio compagno e i miei figli la costruzione dei carri e iniziare a prepararci al meglio per l’edizione che verrà».

Compagno che ieri è rimasto a casa per occuparsi del bimbo con l’influenza, mentre lei ha debuttato con successo al primo corso. Alle sue spalle il carro fuori concorso dedicato a Jovanotti che proprio a Viareggio la prossima estate si esibirà in due date del suo Jova Beach Party.

Per fortuna Jovanotti è uno dei cantanti preferiti di Michela, che più di altri ha potuto apprezzare le proposte musicali scelte dal dj Aladyn, alla consolle del Jova Beach Opening Track, ideato e progettato da Michele Cinquini e realizzato dai fratelli Cinquini. I prossimi corsi vedranno alla consolle altri quattro famosi dj.

E chi si aspettava un’accoglienza più sospettosa rispetto alla presenza di una donna in uno dei mestieri ad appannaggio quasi esclusivamente maschile si deve ricredere, perché Michela ha trovato accoglienza, solidarietà, forse un po’ di sorpresa anche se come dice lei stessa «Ormai le donne guidano i camion e gli aerei, perché non dovrebbero guidare un trattore?». E poi gli altri trattoristi la conoscono fin da bambina, lei che di carnevali non ne ha mai saltato uno.

«Ho una fotografia che mi ritrae piccolissima, con indosso un costume da Pierrot», racconta rievocando i ricordi «quella è stata forse la mia prima maschera, a cui ne son seguite tante. Ora poi, da quando ci sono i miei figli, ci mascheriamo tutti insieme».

Michela ricorda anche i carri su cui è salita, quelli di Alessandrini, Francesconi e Breschi. E ora invece il carnevale lo guarda dall’altezza del trattore che passa in mezzo alla folla, incurante della pioggia.

«Chissà - afferma - se l’anno prossimo dovessero aver bisogno potrei anche ripetere questa esperienza, anche se la mia famiglia viene prima di tutto, ho il mio lavoro e sono una mamma, gli altri trattoristi possono stare tranquilli. Anche se - continua - mi auguro che questa mia partecipazione possa aprire la porta ad un futuro che coinvolga anche in questo aspetto del carnevale un maggior numero di donne». —

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