Gioco
Carnevale di Viareggio, la pioggia annacqua l’incasso: dal botteghino 150mila euro
Per il debutto la Fondazione aveva previsto in bilancio 50mila euro in più. Due variazioni: partenza tre quarti d’ora prima e fuochi ridotti causa maltempo
VIAREGGIO. Il maltempo ci ha messo lo zampino. Sullo spettacolo. E sull’incasso. Ma alla fine il primo corso mascherato - un po’ bagnato e sicuramente meno allegro e coinvolgente di quanto avrebbe potuto essere in condizioni meteo più favorevoli - è andato. Bene, ma non benissimo, come recita una canzone di moda fra gli adolescenti. Ma è andato. L’incasso - ancora provvisorio, ma abbastanza attendibile - parla di 150mila euro. Che è all’incirca lo stesso risultato dello scorso anno. Lo spettacolo, invece, è risultato assai più penalizzato. Soprattutto nella prima parte, completamente stravolta dalla pioggia. Con la cerimonia di apertura amputata in molte sue parti per anticipare i tempi e l’alzabandiera ridotto ad un rito interamente celebrato sotto la pioggia battente. Con la paura - anzi, il terrore - di dover sospendere tutto (ipotesi circolata per molto più di un quarto d’ora...).
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Alla fine - per uno strano scherzo del destino - durante la sfilata ha piovuto solo e soltanto nei 45 minuti in cui si è deciso di anticipare l’inizio del corso. E, quasi per un incantesimo, poco prima delle 16 (orario originario di inizio del corso) la pioggia ha smesso di cadere, regalando una tregua durata fino ai fuochi (che invece sono stati ridimensionati).
Durante il corso è filato quasi tutto liscio. Qualche intoppo lo si è avuto per alcune costruzioni che non era al cento per cento (movimenti parzialmente bloccati sul carro dei fratelli Bonetti, un problema di surriscaldamento al pistone della Balena di Roberto Vannucci, qualche mascherone rotto sul carro dei fratelli Cinquini e di Carlo Lombardi), ma per fortuna nulla di così grave da pregiudicare la sfilata.
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La qualità delle costruzioni in concorso? Dei carri grandi ne parliamo a parte, ma mediamente il livello può dirsi buono, con alcuni picchi di eccellenza. Più in generale c’è però da registrare il fenomeno del continuo spopolamento dei carri, con la componente delle maschere a bordo divenuta sempre più marginale, a vantaggio delle coreografie a terra, che ormai hanno contagiato tutti i costruttori in concorso. Che sia un bene o un male, questo è materia di stretta attualità (e feroci polemiche). Tuttavia non si può fare a meno di constatare come questa sembra essere una tendenza irreversibile e non una moda passeggera.
Capitolo incassi. In attesa del dato definitivo che sarà disponibile solo nei prossimi giorni (vanno contabilizzate le “rese” degli alberghi e delle altre strutture ricettive), la lancetta si è posizionata intorno ai 150mila euro. Euro più, euro meno, lo stesso livello dello scorso anno. Quando il tempo fu decisamente migliore di ieri (e questo è un confronto in positivo), ma quando il primo corso cadde ancora in pieno gennaio (e questo, al contrario, è un paragone in negativo).
Di certo la Fondazione si aspettava assai di più. Tanto è vero che - nella griglia delle previsioni di incasso - nella casella del primo corso era stata inserita una cifra assai più consistente (200mila euro). Naturalmente è prematuro azzardare qualsiasi tipo di bilancio dopo la sfilata inaugurale. Però non c’è dubbio che il cammino verso il pareggio di bilancio (asticella fissata quest’anno in 2 milioni e 145mila euro) parte subito in (leggera) salita. Il barometro - quello degli incassi come (si spera) quello del tempo - potrebbe però cambiare già in settimana, quando si avranno i primi dati relativi alla vendita dei biglietti cumulativi. Lo scorso anno dalla campagna abbonamenti arrivarono 860mila euro. Quest’anno, prudentemente, ne sono stati previsti 745mila. La prima inversione di tendenza potrebbe arrivare già da qui...
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