Il Tirreno

Versilia

i giganti di cartapesta 

L’omaggio alla donna contagia anche i carri

Simone Pierotti
L’omaggio alla donna contagia anche i carri

Fra i temi trattati anche inquinamento, migranti e bullismo E la satira politica prende di mira soltanto il presidente Usa

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L’omaggio alla donna in tutte le sue sfaccettature, e la denuncia delle violenze che subisce, certo. Ma anche i mari inquinati dalla plastica, i cibi contaminati, i poteri forti che si celano dietro il caos che ci circonda. Il dramma dei migranti. Il bullismo. Il potere educativo della sconfitta. E qualche esempio, invero sempre più sporadico, di sberleffo verso i politici.

I costruttori viareggini una volta erano noti in tutto il mondo per la satira graffiante che non risparmiava proprio nessuno. Tanto che - così avrebbe detto una volta Giulio Andreotti - ‘se non sei sui carri di Viareggio non conti nulla’. Oggi, invece, sono diventati più riflessivi e sensibili ai fatti di cronaca, non necessariamente politici. Così nell’anno del Carnevale dedicato all’universo femminile vedremo sfilare il mito di Medea, un’imponente Frida Kahlo che ci spingerà ad andare oltre i limiti che la società spesso ci impone, la senatrice Emma Bonino fra crisalidi e farfalle. Un Carnevale in rosa, insomma.

Non per questo mancheranno la denuncia dell’inquinamento, dello sfruttamento dell'Africa, della fuga dei cervelli dall'Italia o dell'abuso degli smartphone. Bersaglio prediletto di alcuni carristi – e vi rimandiamo qualche riga sopra alla frase attribuita ad Andreotti – è Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti è stato rappresentato come il God Emperor del gioco di guerra Warhammer, ma anche in pigiama mentre sogna di vedere gli americani tornare sulla Luna. Pochissimi i faccioni di ministri o parlamentari italiani. Anzi, quanto a popolarità – chiamiamola così – i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio battono il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che debutta sui viali a mare viareggini tra le maschere isolate. E c'è chi, per denunciare lo spettro del Ventennio che rischia di tornare in vita fra le pieghe del populismo, ha rispolverato addirittura Mussolini.

Non mancheranno neppure citazioni di opere letterarie, film e perfino quadri. C'è, ad esempio, un carro intitolato "Per chi suona la campana" come il romanzo di Ernest Hemingway. E poi il richiamo al mito di Ulisse e delle sirene narrato nell'Odissea, una maschera ispirata al dipinto "I capricci" di Francisco Goya, la celebre Luna del regista cinematografico Georges Méliès con una navicella spaziale piantata nell'occhio.

E ancora: una maschera isolata fuori concorso dedicata al capolavoro di Stanley Kubrick "Arancia meccanica", una in gruppo che trasforma in pezzi di cartapesta i protagonisti di "Un cane andaluso" di Salvador Dalì e un'altra che si rifà al "Signori si nasce" con Totò e Peppino. E anche un omaggio a Dario Fo, legatissimo al Carnevale di Viareggio. Come recitava un vecchio slogan della Rai, Carnevale di Viareggio: di tutto, di più. —

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