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Il caso-bestemmia, la presidente Gifuni: «Ho sbagliato»
VIAREGGIO. «Alla luce di un consiglio comunale teso, dove la polemica ha preso il sopravvento sulle regole, anch’io - presa dall’ira - ho sbagliato lasciandomi andare all’imprecazione». Parole che arrivano dallo scranno più alto dell’assise cittadina, scritte da Paola Gifuni, presidente dello stesso consiglio, incarico pubblico con retribuzione vera e propria. Nel corso della seduta dedicata al Regolamento urbanistico di lunedì scorso, Gifuni ha bestemmiato in diretta streaming. Il video di quanto accaduto ha fatto il giro di tutti i social. «Chiedo a tutti di comprendere e di scusarmi», sono ancora le parole dell’avvocato Paola Gifuni.
Soddisfatto il Partito democratico che nella mattinata di ieri, prima della comunicazione della presidente ai consiglieri, aveva scritto a firma di Luca Poletti e Andrea Strambi: «Urgono le scuse. Qualora non dovessero arrivare, dovremmo considerare la questione ancor più grave: un gesto di arroganza che ovviamente comporterà altre nostre prese di posizione». Quel «ho sbagliato» vale, per il Pd, al pari delle scuse richieste.
Di diverso avviso la Lega, con i consiglieri Pacchini, Baldini e Trinchese. Che ricordano: «L'articolo 10 del “Regolamento compiti e poteri del presidente del consiglio” recita, al comma 1: “Il presidente rappresenta l'intero consiglio comunale, ne tutela la dignità del ruolo e assicura l'esercizio delle funzioni allo stesso attribuite dalla legge e dallo Statuto. Durante lo svolgimento del consiglio del 4 Febbraio, il presidente - avvocato Paola Gifuni - nell'espletamento formale del suo mandato ha tenuto un atteggiamento gravemente irrispettoso della sede istituzionale pronunciando una bestemmia, udibile a tutti e registrata al microfono della diretta streaming, e così verbalizzata in sede di consiglio». Il sindaco Giorgio Del Ghingaro, a detta della Lega, «avrebbe dovuto chiedere le dimissioni di Gifuni». Per cui, «in ipotesi la presidente non sia disponibile a fare un passo indietro, ci riserviamo l'avvio della procedura di sfiducia insieme alle altre forze di minoranza». —
Donatella Francesconi
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