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Carnevale di Viareggio
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Così ti distruggo i simboli di Viareggio: Re Giorgio nel mirino della Burlamacco ’81

Claudio Morganti e Lora Santini nella canzonetta portata in scena a Torre del Lago (foto Ciurca)
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Claudio Morganti e Lora Santini nella canzonetta portata in scena a Torre del Lago (foto Ciurca)

Il sindaco Del Ghingaro protagonista della Canzonetta  E al posto del Politeama, una nuova Torre Guinigi

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Viareggio. In platea non c’era, sostituito dalla sua addetta stampa (lucchese pure lei). Ma sul palco è stato - direttamente o indirettamente - uno dei grandi protagonisti della serata. Già, perché il sindaco lucchese di Viareggio Giorgio Del Ghingaro - magistralmente interpretato da Massimo Mazzolini, che sembra cucito per quel ruolo - è stato il bersaglio preferito degli attori della compagnia Burlamacco ’81, che giovedì al debutto e ieri sera in replica hanno collezionato un doppio sold out all’auditorium del Pucciniano di Torre del Lago con Si ride con le lacrime all’occhi, la Canzonetta per antonomasia tornata in scena dopo l’edizione “a metà” dello scorso anno.

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Ebbene nel corso della serata, con l’immancabile fascia tricolore, Re Giorgio ha vestito i panni dell’uomo d’arte chiamato ad inaugurare una improbabile mostra d’arte, dell’amante che va a far visita al cimitero alla “ganza” appena scomparsa, del frequentatore di rotonde poco raccomandabili. Ma, soprattutto, ha vestito i panni di se stesso nell’intento di abbattere di nascosto - vestito da cacciatore - i simboli della viaregginità: la statua di Burlamacco in piazza Mazzini (per sostituirla con la Pantera lucchese), lo stadio dei Pini, il Collegio Colombo, la Piscina comunale e, soprattutto, il teatro Politeama (da sostituire presto con una nuova Torre Guinigi).

E proprio dalla chiusura del Politeama - sul cui palcoscenico per quasi quarant’anni la Burlamacco ’81 si è esibita - è partito lo spettacolo. Aiutato anche dagli spunti forniti dall’attualità, visto che la compagnia è riuscita ad inserire perfino il recentissimo crollo della pensilina di fronte all’ingresso grazie ad un prologo filmato che ha divertito moltissimo il pubblico presente in sala.

Ma è nel suo complesso che la Canzonetta 2019 ha funzionato, regalando momenti di autentico spasso (dalla scenetta ambientata al cimitero con gli straordinari Claudio Morganti e Lora Santini nei panni di marito e mogli traditi dai propri coniugi defunti, fino alla visita medica degli equivoci nello studio di un analista interpretato da Antonio Meccheri). Con note di merito per tutta la compagnia, dai veterani Davide De Nisco, Ilaria Francesconi e Vincenzo Cagnolo fino ai più giovani Federica Folini, Silvia Pardini, Maicol Viti e Gianluca Davini. E uno spazio tutto loro all’inizio e alla fine dello spettacolo c’è stato anche per le ragazze della scuola di danza B.C. Dance.

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Difetti? Il vero rammarico di questa Si ride con le lacrime all’occhi è il non essere riusciti a gustarla nel suo ambiente naturale, ovvero un palcoscenico vero come il Politeama. Ma questa non è certo una colpa della compagnia.

Ma la Canzonetta della Burlamacco ’81 è stata anche un (ottimo) pretesto per raccogliere fondi a pro di una nobile causa. Grazie all’impegno del Lions Club Viareggio-Versilia Host - che ha permesso la realizzazione dello spettacolo - il ricavato della doppia serata servirà a finanziare la lotta alla dislessia attraverso l’associazione Francesco Ticci.

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Prima dello spettacolo, poi, il presidente dei Lions Francesco Ticci ha voluto premiare anche i giornali locali per l’impegno, la professionalità e la passione con cui seguono il Carnevale di Viareggio in tutte le sue sfaccettature. E così due riconoscimenti sono andati a Claudio Vecoli per la redazione di Viareggio de Il Tirreno e a Paolo Di Grazia per la Nazione (assente in sala, ma egregiamente sostituito sul palco dal padre Carlo Alberto). —




 

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