Sicurezza
Anche nel cimitero di Strettoia c’è il pericolo amianto
La copertura in eternit è in condizioni scadenti: per questo avrebbe dovuto essere messa in sicurezza sei anni fa
. Il tempo è scaduto, poco meno di 6 anni fa. A certificarlo uno studio, a firma del geologo Michele Taddei, che già nel 2010 definiva la copertura in amianto presente nel cimitero di Strettoia in stato scadente e quindi da “incapsulare” entro il 2013. Ma a quell’indicazione non è mai stato dato un seguito. Uno scenario del tutto simile a un altro cimitero, quello del centro cittadino, di cui avevamo dato notizia nelle scorse settimane: anche in quella sede si parla di coperture in amianto da rimuovere ed incapsulare entro il 2013. In poche parole ci sono studi e progetti, ma le amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni non hanno mai dato il via ai lavori.
«Con l’aumentare del tempo di esposizione aumenta la velocità di deperimento delle lastre in cemento e amianto: in queste sezioni si ritiene necessario valutare lo stato della copertura annualmente» evidenziava lo studio dello stesso geologo nel 2010. Come a dire che, ad oggi, la situazione, con ogni probabilità, è ulteriormente più a rischio. Dalle parti del cimitero di Strettoia la superficie di copertura interessata dall’amianto è di circa 300 mq: un esposizione a cielo aperto significativa. Cimitero che si trova nelle vicinanze dell’abitato della frazione: una ragione in più per intervenire senza aspettare anni. E invece non è stato fatto niente anche se dal Comune assicurano che l’intervento, sia a Strettoia che su via Sarzanese, è adesso una priorità.
«Abbiamo dato incarico agli uffici di eseguire le valutazioni dello stato della copertura: completata questa fase ci muoveremo di conseguenza. L’ipotesi è quella di procedere con un incapsulamento– anche se non è esclusa a questo punto la rimozione, ndr – I tempi previsti? Al momento non possiamo dirlo con certezza, ma è nostra precisa volontà intervenire prima possibile» fa sapere l’assessore ai lavori pubblici Francesca Bresciani. Il progetto, redatto nel 2014 dallo Studio Suffredini, prevede un quadro economico pari a 98 mila 500 euro. «Le lavorazioni – si legge nello stesso progetto – avranno una durata complessiva di 90 giorni mentre le opere relative a copertura e bonifica dell’area richiederanno complessivamente 21 giorni».
Fin qui il cronoprogramma. Su carta. E se è vero che la tempesta di vento del 5 marzo 2015 impose al Comune un primo sommario intervento di rimozione dell’eternit è altrettanto vero che la quasi totalità della copertura è sempre presente con il suo inquietante fardello in termini di pericolosità. L’aspetto curioso, se così possiamo definirlo, è che il Comune di Pietrasanta è in possesso della certificazione Iso che attesta una comprovata qualità ambientale: viste le situazioni problematiche presenti nei cimiteri di Strettoia e di via Sarzanese o ancora a Valdicastello in località Rezzaio, una riflessione, a questo punto, su questa certificazione. ci sembrerebbe doverosa. Così come è doveroso e pressante intervenire sull’amianto nei cimiteri per tutelare la comunità. —
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