Il Tirreno

Versilia

il progetto bloccato 

La villa confiscata a Cosa Nostra non è più abitabile

Tiziano Baldi Galleni
La villa confiscata a Cosa Nostra non è più abitabile

Il Comune voleva ricavarci quattro case popolari ma è attraversata dai cavi  dell’elettrodotto. L’appello della giunta e dei Cinque Stelle

2 MINUTI DI LETTURA





forte dei marmi. Il giardino di 3 mila metri quadrati è attraversato dai cavi dell’elettrodotto. Negli anni 90’, quando Gioacchino Matranga – esponente di Cosa Nostra a Milano, catturato da latitante nel 2010 – iniziò a costruire la villa, l’abitabilità sarebbe stata concessa. Oggi, a causa dell’alta tensione non è più così: solo in parte sarà abitabile.

Lo ha spiegato ieri l’assessore ai lavori pubblici Enrico Ghiselli, che con agli esponenti regionali del Movimento 5 Stelle hanno fatto sopralluogo alla villa confiscata alla mafia nel’98 e assegnata a Forte dei Marmi, in via Civitali a Vittoria Apuana. Grillini e amministrazione Murzi hanno deciso di collaborare al recupero dell’immobile e restituirlo alla comunità. Le idee sono diverse, sul suo utilizzo: dall’archivio storico comunale al un museo conoscitivo, al luogo dove insegnare educazione civica e il lato oscuro delle organizzazioni criminali. Per la legge basta non stare più di 4 ore nel locale: che fra l’altro è circondato da altre abitazioni. Prima di tutto però – essendo l’immobile ancora allo stato grezzo – c’è bisogno di soldi per terminare l’opera. Forte dei Marmi è pronto a sborsare dai 200 ai 300 mila euro, ha affermato Ghiselli. Il resto si spera nella Regione. «L’immobile sia destinato il prima possibile a finalità sociali» ha ribadito ieri il consigliere regionale del M5S Gabriele Bianchi. «Occorre – ha sostenuto – fare presto ed evitare che questo bene vada all’asta. Parliamo di un immobile enorme: 450 metri quadrati di superficie». Bianchi ha garantito l’impegno dei 5 Stelle a portare il caso all’attenzione del consiglio regionale, insieme all’Associazione nazionale beni confiscati. Prima di tutto proprio per intercettare risorse economiche, anche percorrendo altre strade. «Da parte nostra – ha invece detto Ghiselli, con il capo di gabinetto Stefano Neri – c’è la massima apertura e supporto a far sì che questo bene non vada all’asta. Vorremmo che tornasse ad avere un’utilità pubblica anche se non potranno esserci messi a dimora esseri umani per più di 4 ore, in parte del fabbricato. L’elettrodotto che passa qui sopra non rispetta più le nuove normative stringenti. Inizieremo ad interloquire con la Regione Toscana, e sul suo uso non è escluso un processo partecipativo». —

Tiziano Baldi Galleni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa