Sicurezza
La Canzonetta non lascia ma raddoppia le serate
La Burlamacco ’81 trasloca dal Politeama all’auditorium Caruso di Torre del Lago Stasera e domani si ride su Viareggio con una serie di sketch esilaranti
Lascia o raddoppia. Mollare tutto o emigrare altrove e, appunto, moltiplicare il numero delle serate di spettacolo. In realtà non è andata proprio così, ma di sicuro la chiusura del Politeama ha disorientato (eufemismo) la compagnia teatrale Burlamacco 81. La canzonetta, avevano annunciato, in ogni caso si farà. E così sia: stasera e domani “si ride colle lacrime all’occhi” – che poi sarebbe l’esatto titolo dell’ultima fatica della compagnia – all’auditorium Caruso di Torre del Lago. E quindi la Burlamacco ’81 non solo non lascia ma, appunto, raddoppia perché lo scorso anno si esibì per una sera soltanto. E proprio i sigilli allo storico teatro-cinema da dove sono passati Pirandello, Petrolini e i fratelli De Filippo saranno uno degli argomenti della canzonetta di quest’anno, scritta da Lora Santini, Antonio Meccheri e Claudio Morganti. Confermato in blocco il cast che comprende Massimo Mazzolini, Vincenzo Cagnolo, Ilaria Francesconi, Federica Folini e Davide De Nisco: a questi si è aggiunto Maicol Viti, fresco di vittoria alla Canzonetta di Pietrasanta con la scenetta scritta per la contrada della Lanterna. Lo spettacolo, poi, non avrà una vera e propria trama ma sarà un susseguirsi di sketch secondo la formula che alla Burlamacco ’81 ha spesso portato fortuna. E va verso il tutto esaurito in entrambe le serate.
«Questa sì che è una bella notizia – commenta Morganti - il teatro in vernacolo è una tradizione del nostro Carnevale che arriva da anni difficili e ha bisogno di rilanciarsi. C'è bisogno di giovani che portino avanti il lavoro iniziato dai vari Casani, Malfatti, Martinelli e, aggiungo, anche dalla nostra compagnia».
Fra una risata e l’altra la Burlamacco ’81 parlerà anche della piscina, del Collegio Colombo, del palazzetto dello sport e, più in generale, di tutto quel patrimonio pubblico che il Comune di Viareggio ha perso o venduto. «Soprattutto la vicenda del Politeama ci ha coinvolto in prima persona – spiega Mazzolini, che ancora una volta farà la parodia del sindaco Del Ghingaro – per noi è stato un lutto psicologico: lì abbiamo passato quasi 40 anni di canzonette. E sono convinto che si potesse fare qualcosa per evitarne la chiusura, al di là della situazione del gestore Vittorio Scarpellini: oggettivamente era un’impresa continuare a mantenere una struttura da 800 posti, oggi le sale cinematografiche ne hanno 150-200».
Non è da meno Claudio Morganti: «Mi sono venuti i brividi quando l’ho visto vuoto e smontato. Mi auguro di cuore che riapra come teatro e spero che il sindaco venga alla canzonetta come negli anni passati: vorrei chiedergli di fare qualcosa per salvare il Politeama». Alla chiusura del teatro è dedicato in particolare un filmato sceneggiato che ha come protagonisti tre anziani che fuggono dalla casa di riposo del Sacro Cuore di Gesù - i “Poveri vecchi” - con i soldi del lascito del senatore Giovanni Pieraccini: da lì inizia un lungo peregrinare in cerca di un nascondiglio, ma teatro, piscina e altri luoghi sono inaccessibili, che alla fine troveranno alla Cittadella. La Burlamacco ’81, invece, si è rifugiata a Torre del Lago. E chissà se solo per quest’anno o definitivamente. —
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