Gioco
In anticipo le prenotazioni per Pasqua Corchia: «È un segnale positivo per l’estate»
Il presidente regionale di Federalberghi fa il punto sul turismo: «Al Forte ci saranno eventi di richiamo anche a giugno»
l’intervista
Indizi positivi sul fronte prenotazioni, qualche prospettiva di grande importanza per la bassa stagione e un settore che finalmente dimentica l’ondata di chiusure di alberghi che in pochi lustri l’hanno più che dimezzato. Sono le prime considerazioni turistiche sulla prossima stagione incoraggiate dal sole che fa capolino, dopo tanti giorni di pioggia. «Per ora sono solo indizi – spiega Paolo Corchia, vicepresidente nazionale di Federalberghi a capo degli albergatori cittadini – ma sono indizi positivi. Ovvio che siamo un po’ in anticipo con la stagione delle prenotazioni, ma se dobbiamo dare un valore predittivo alle chiamate informative è indubbio che sta già maturando una discreta voglia di vacanze. Lo sottolineano anche le prenotazioni su portali come Booking. com che già ci mandano alcune prenotazioni per la Pasqua».
Il settore come sta vivendo questo periodo?
«Intanto qui al Forte gli alberghi che si schiereranno al via non segnalano altre chiusure e questo è già un buon viatico – prosegue Corchia –. Anzi, molti colleghi so che stanno facendo lavori di manutenzione e risistemazione e questo non può che essere un bene. Personalmente ritengo che siano un po’ i frutti di due annate, quella del 2017 e quella del 2018, che sotto il profilo dell’ospitalità turistica cittadina sono state davvero buone e incoraggianti anche perché segnate dal ritorno delle frequentazioni nazionali».
Qualche cosa si muove anche a livello governativo?
«Sì, di positivo c’è finalmente che il governo sta varando le norme antiabusivismo e di converso anche antievasione che Federalberghi va predicando da tempo. Arriveranno finalmente i codici identificativi delle attività turistiche e questo permetterà di evitare una concorrenza spietata per noi albergatori canonici, ma anche senza indici qualitativi per la clientela. In questi anni il fenomeno, amplificato anche da internet, dai social, è diventato sempre più consistente e di fronte al lievitare dei costi di gestione e del personale non abbiamo possibilità alcuna di far fronte alla concorrenza che questi parametri non li ha nello stesso modo. Insomma confido proprio che questa in arrivo possa essere la prima stagione dove la concorrenza sia sana e naturale e si metta fine alle situazioni di abusivismo ricettivo anche in prospettiva dell’applicazione al Forte della tassa di soggiorno, per ora evitata ma che potrebbe arrivare».
Riguardo alle opportunità locali in attesa che sia palesato il nuovo cartellone di Villa Bertelli che prospettive avete?
«Quest’anno potrebbe esserci una manifestazione di campionato molto importante dedicata al bridge, che per diversi anni è stata ospite della Riviera adriatica, in particolare di Riccione e che dal 2019 potrebbe essere ospite di Forte dei Marmi. Sono circa 400 giocatori che per una settimana di metà giugno verranno qui a gareggiare e questi a loro volta coinvolgeranno oltre 3500 presenze tra familiari e ospiti che costituirebbero non solo un evento di valore, ma un’occasione importantissima soprattutto in relazione al periodo. Il mese di giugno tra elezioni, tasse e scuole segna sempre un momento debole dopo le prime provvide presenze pasquali, ma con l’opportunità di così tante presenze si tratterebbe di una bocca d’ossigeno per l’imprenditoria turistica locale davvero irrinunciabile anche perché ripetibile nei prossimi anni. Le gare di bridge dovevano tenersi inizialmente in una grande tensostruttura nel Parco di Villa Bertelli, ma adesso sembra che il Comune possa mettere a disposizione il Palasport di Vittoria Apuana, rinviando di qualche giorno l’appuntamento post stagionale con i lavori in programma prima del Campionato di Hockey 2018-2019. E quindi oltre a un risparmio questo costituirebbe la classica mossa decisiva per aggiudicarci questa presenza».
E l’ambito turistico?
«Ci sono purtroppo ancora troppe impuntature e la questione di fatto è ancora da definire. Certo non si può andare avanti così perché, al di là di ogni considerazione politica o pragmatica, la Versilia ne esce decisamente non all’altezza dei suoi meriti e delle sue possibilità». —
Angelo Petri
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