Gioco
Peschereccio affonda in porto a Livorno
È il “Lupicante”, iscritto alla marineria viareggina: i tre occupanti si tuffano in mare, per loro niente ferite gravi
viareggiO. Tre persone hanno rischiato di annegare per l’affondamento di un peschereccio all’interno del Porto Mediceo a Livorno: il “Lupicante” – questo il nome dell’imbarcazione (18 metri di lunghezza, iscritto nella marineria di Viareggio) – è colato a picco nei pressi dell’imboccatura sud dello scalo labronico, 150 metri a nord del rosso d’ingresso. A ridosso alla Diga Curvilinea, distante non più di una dozzina di metri: tant’è vero che, a quanto è dato sapere, il relitto del peschereccio non si è del tutto inabissato ma anzi si è adagiato sul fondale. In una notte praticamente senza luna, con le piccole luci verdi e l’illuminazione della Madonna dei Popoli come unico riferimento.
Secondo le testimonianze che è stato possibile raccogliere, ieri sera alle 20,15 il peschereccio ha lanciato una richiesta di soccorsi sul canale internazionale 16 dopo aver urtato una banchina.
Nel frattempo Romeo Ricci, in servizio sulla torre dell’Avvisatore Marittimo, ha colto al volo la drammaticità della situazione: ha capito che non c’era da perdere un istante e, nella zona di mare in cui il peschereccio stava imbarcando rapidamente acqua, ha indirizzato la pilotina a bordo della quale era Gianni Scaparro che stava transitando in zona proprio in quell’istante.
La Capitaneria di porto di Livorno, coordinando i soccorsi dalla sala operativa e intervenendo con la motovedetta Cp867, aveva intanto fatto messo in moto la “macchina” per prestare aiuto agli occupanti del “Lupicante”: le tre persone, che si erano tuffate in acqua, sono state portate sulla banchina del molo davanti alla Guardia Costiera.
È lì che sono stati convogliati i mezzi di soccorso inviati dalla centrale operativa del 118: quello della Svs con medico a bordo e le ambulanze della Misericordia di via Verdi. Fra i tratti in salvo un giovane di 24 anni e un cinquantenne. Ai soccorritori si sono presentati «infreddoliti, probabilmente in ipotermia ma vigili e coscienti», e comunque «in condizioni non gravi».
Il personale della Guardia costiera, dopo aver messo al sicuro le vite umane – come si sottolinea da parte del quartier generale – si sta occupando di «evitare eventuali inquinamenti legati alla possibile fuoriuscita del carburante» presente nelle casse del motopesca. Per far fronte a eventuali sversamenti è stata inviata sul posto, d’intesa con l’Authority di Livorno, un battello anti-inquinamento della società che si occupa della pulizia degli specchi acquei portuali.
Il “Lupicante”, di proprietà di Michele Artese, era già stato coinvolto in un incidente in mare – di non grave entità – quattro miglia al largo della costa di Viareggio con un altro peschereccio. Era il marzo di nove anni fa. «La zona dell’affondamento – viene ribadito – pur trovandosi all’interno della Diga curvilinea del porto di Livorno, non è direttamente interessata dalle operazioni portuali e l’unità semiaffondata non crea ostacolo alcuno per i traffici che proseguono regolarmente». —
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