Gioco
Lora la pietrasantina, il volto femminile della Burlamacco ’81
Arriva dalla Piccola Atene, ma è ormai viareggina di adozione Esordì sul palco con una piccola parte in «Vo’ esse di vi» e per lei fu subito un trionfo
Il Carnevale di Viareggio 2019 sarà dedicato alla donna. Da oggi «Il Tirreno» inizia la pubblicazione di alcuni ritratti dedicati alle donne che hanno avuto un piccolo o un grande ruolo nel Carnevale. Oggi partiamo con Lora Santini, popolarissima attrice della Burlamacco ’81.
Largo sorriso, piglio inconfondibile, naturale vis comica, basta che pronunci due parole e il teatro la accoglie con applausi e risate. Per tutti Lora Santini è “la pietrasantina”, ma anche se la piccola Atene le ha dato i natali ed è il posto dove lavora e vive, lei si sente più viareggina di chiunque. I suoi genitori fin da piccola la portavano al Carnevale di Viareggio e da allora il suo legame con la manifestazione e la città sono diventati indissolubili.
Lora lavora da sempre come operatore socio sanitario, nel campo della salute mentale e ama quello che fa. Dopo una parentesi che l’ha vista impegnata in politica, è tornata sul campo ed ha potuto riprendere ad occuparsi dei “suoi” ragazzi per i quali organizza laboratori teatrali culminati con la messa in scena al Teatro Comunale di Pietrasanta, sempre pieno per assistere all’Usl Show. «Durante gli spettacoli - dice sorridendo - non si avverte la differenza tra gli operatori e i ragazzi e questo per me è bellissimo, ognuno porta sul palco quello che sa fare, che vuole fare, c’è chi recita, chi legge, chi canta una canzone, ma ognuno lo fa con la stessa passione».
E per lei che da 34 anni è con la Burlamacco 81, di ruoli ne ha interpretati a decine e ancora ricorda la sua prima canzonetta («Vo’ esse di vi») quando aveva una piccola parte nel primo tempo e una nel secondo, rammenta le raccomandazioni prima di entrare in scena fatte dal regista che a tutti diceva di rimanere nei tempi, di non uscire dalla parte e non trattenersi oltre il dovuto. Ma ricorda anche che terminate le sue battute, gli altri ritardavano l’ingresso in modo che potesse improvvisare…
Lora non può fare a meno di essere così di affrontare con ironia quello che le accade, conserva la capacità di stupirsi. «Anche quando mi accadono le cose più assurde - confessa- la prima cosa che dico è non ci posso credere e rido, credo che affrontare le cose col sorriso sia l’atteggiamento migliore, faccio un lavoro di grande responsabilità, in cui bisogna essere estremamente attenti ad ogni sfumatura». E proprio dall’attenzione, dall’ osservazione delle persone e delle situazioni nascono le scenette più divertenti. «Prendi la sala d’attesa di un medico per esempio - dice - e assisterai ad una gara di malanni straordinaria».
Vita e teatro si mescolano di continuo nella sua vita lei che è stata protagonista con Antonio Meccheri de La Versiglia in bocca andata in scena a Forte dei Marmi. E proprio al Forte sempre insieme a Meccheri anche quest’anno organizzeranno laboratori di teatro in vernacolo anche con i bambini affetti da autismo, un lavoro che ama molto fare, perché per quanto sia a detta di chiunque «un animale da palcoscenico» lei preferisce stare dietro le quinte, scrivere e dirigere gli spettacoli, stare alla giusta distanza, discreta come i gatti che ama, per niente superstiziosa, lei che ama il viola e non teme di indossarlo ed è sotto sotto dolce come il cibo che in assoluto preferisce. —
(1 - continua)
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