La protesta
Il San Biagio divide la città Al sindaco piace, ai negozianti no
Giovannetti: «La fiera va bene così com’è, lo conferma il boom di visitatori» Sermattei: «Qualità bassa, è solo un grande mercato privo di proposte originali»
Una fiera da riqualificare e da rilanciare, quella di San Biagio. «Il livello è basso: anzi, se possibile peggiora di anno in anno», è il pensiero di, non pochi, fra commercianti e visitatori a sipario calato su una kermesse che ha comunque fatto registrare, fra domenica scorsa e ieri, diverse migliaia di presenze.
«La fiera va bene così com’è e il boom di visitatori è lì a confermarlo. Dal punto di vista organizzativo è filato tutto liscio: abbiamo infatti contrastato, con efficacia, l’abusivismo commerciale, non c’erano persone che chiedevano elemosina, né artisti di strada, e le soluzioni viarie adottate si sono rivelate funzionali. In poche parole c’era quell’atmosfera, giusta che non si respirava da tempo», afferma il sindaco Alberto Giovannetti. Parole non proprio condivise da Stefano Sermattei, presidente de Le Botteghe del Centro. «È doveroso lavorare sulla qualità della proposta, perché se tutti noi commercianti investiamo sulle nostre attività perché crediamo nel marchio Pietrasanta, lo stesso devono fare gli amministratori comunali valorizzando una fiera che oggi è solo un grande mercato, priva di proposte originali, eventi e merceologia, come detto, di livello. Accontentarsi di avere gli spazi di suolo pubblico occupati e registrare con entusiasmo il numero dei visitatori è un discorso che, a mio avviso, non serve alla città. Pietrasanta e chi ci lavora si meritano qualcosa di più. Parliamone».
Perplessa, sulla qualità del San Biagio, anche Irene Tarabella, segretaria dei Giovani Democratici. «La fiera ha offerto le solite merci e le solite attrazioni. È così da tempo. Bisogna, a nostro avviso, riprendere il tentativo degli anni ’90 quando si organizzavano incontri culturali o ancora sull’artigianato, rassegne di libri e ancora appuntamenti al teatro e in S. Agostino. Non solo croccante, dunque, anche perché se promuovi eventi le persone sono ancora più motivate a partecipare».
Con lo stresso sindaco Giovannetti che, come detto, non sembra però particolarmente convinto sul mettere mano al San Biagio. «Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto: di sicuro la qualità di una fiera si misura anche dalla proposta degli espositori e per questo dovremo fare selezione per salvaguardare l’anima di un evento che noi tutti amiamo, ma, e mi ripeto – conclude il primo cittadino – a parte qualche correttivo che adotteremo penso che il San Biagio vada bene così com’è. Fra l’altro non è facile intervenire sulla tipologia di proposte: parliamo di concessioni pluriennali, i margini per fare qualcosa sarebbero comunque limitati».
Fra le note positive della fiera sicuramente la fattoria degli animali allestita in piazza Matteotti: cavalli, buoi maremmani, conigli alpaca e pecore scozzesi insieme a pappagalli e pesciolini “sono stati la grande calamita della fiera di San Biagio», fanno sapere dal palazzo. A soffrire, invece, le esposizioni alla Corte Lotti e in zona Porta a Lucca: spazi vuoti, poca gente, scarsa visibilità. Su antiquariato e artigianato il Comune deve lavorare meglio per valorizzare al meglio questi settori. Per quanto riguarda i giochi per i bambini più che prevedere un gonfiabile in piazza Statuto, così come è stato fatto, sarebbe stato opportuno e consigliabile riportare una giostra, per i più piccoli, nella stessa piazza. Avrebbe restituito in parte al San Biagio quell’atmosfera di una volta che si è smarrita in tutti questi anni. —
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